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Tecnologia e automazione migliorano la birra

Tecnologia e automazione migliorano la birra

Il Reinheitsgebot, la legge sulla purezza della birra bavarese è sempre lì dal 1516 a garantire  che dalle parti di Monaco di Baviera la birra venga fatta sempre nello stesso modo.

Però nel frattempo il mondo è cambiato, la tecnologia è andata avanti e anche il gusto dei consumatori non è più lo stesso.

Così acqua, orzo e luppolo sono sempre gli unici ingredienti della birra ma quando entri in una birreria capita di trovare robot e altre macchine che aiutano a mantenere la tradizione. L’automazione rende infatti più facile bere una birra costantemente perfetta.

L’automazione entra in birreria

L’innovazione tencologica in questo campo non può che arrivare dalla Germania come ha scoperto Cnet che ha fatto un viaggio per scoprire l’esistenza di macchinari come Nessie (dal soprannome del mostro di Loch Ness), una sorta di serpente che ha il compito di effettuare da solo, al posto di macchine differenti, le fasi di filtrazione, estrazione e lavaggio del grano. Nessie non è però una singola macchina ma fa parte di un sistema più grande chiamato Omnium, che rinnova ogni aspetto del processo di produzione della birra.

Con Omnium la fermentazione dura quattro ore e dieminuti rispetto alle sei o otto ore prima. È un concetto completamente nuovo per una birreria, ha spiegato Verena Blomenhofer, senior manager of RD di Ziemann Holvrieka la società che l’ha ideato.

Una piccola birreria ha testato la tecnologia che sarà poi utilizzata da un impianto più grande e nel 2019 da altri produttori.

Amanda, l’assistente

Altra macchina importante è InLine II IR, un sistema che ispeziona le bottiglie vuote per scoprire eventuali difetti. La macchina è dotata di telecamere per assicurarsi che le bottiglie con qualche problema non passino alla fase successiva del processo.

L’InLine II IXS oltre alle telecamere utilizza i raggi X. In questo caso è previsto anche l’intervento di un assistente chiamato Amanda che può fornire le istruzioni per l’utilizzo della macchina. Amanda lavora in modo unidirezionale nel senso che non è in grado di rispondere ai comandi vocali, ma l’idea è di renderla sempre più intelligente in modo da farle ricordare le preferenze e rispondere ai comandi verbali dell’operatore.

Nella corsa a velocizzare i tempi di produzione Dynafill ha guadagnato qualche secondo visto che riempie e chiude le bottiglie in cinque secondi rispetto agli otto-dieci di prima. Non è un dettaglio da poco. Meno ossigeno entra nella birra prima della chiusura e meglio si mantiene il sapore.

L’imballaggio di Varioline

Hofbräu München all’inizio di quest’anno ha installato una macchina Krones per l’imballaggio. Varioline questo il nome della macchina riunisce il lavoro di cinque differenti apparecchiature. Grazie anche a macchine come queste le birrerie sono più efficienti, ma l’evoluzione tecnologica presenta anche qualche inconveniente. Poiché l’attrezzatura è più complessa  aumenta la dipendenza dai produttori di macchine.
“Molti problemi possiamo risolverli da soli – spiega uno dei responsabili di Hofbräu München – ma sono sempre di più le questioni per le quali abbiamo bisogno di un aiuto esterno. E lo sarà sempre di più per i prossimi dieci o vent’anni”.

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