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Spotify, le ultime novità solo per gli abbonati

Spotify, le ultime novità solo per gli abbonati

Circa un anno fa, Apple aveva cercato di preparare il terreno al lancio del suo primo servizio di streaming musicale andando ad intentare una causa (ridicola) contro Spotify, “rea” di distribuire contenuti musicali in modo gratuito e di rendersi così artefice di una violazione dei molto presunti principi che dovrebbero regolare l’ambito della libera concorrenza all’interno del settore.

Ovviamente respinta da ogni tribunale presente negli Stati Uniti e ovviamente funzionale al suo reale scopo, cioè fare pubblicità ad Apple Music, la bizzarra causa ha trasversalmente prodotto l’effetto agognato, dato che Spotify si è resa conto da sola di come dispensare musica in modo gratuito, a fronte di qualche inserto pubblicitario, risulti controproducente in un mondo in cui la concorrenza si fa giorno dopo giorno più agguerrita e più dispendiosa.

Stando a quanto riportato dall’autorevole fonte del Financial Times, Spotifiy starebbe infatti preparando un nuovo piano commerciale che prevede la suddivisione dei contenuti tra l’utenza di tipo tradizionale e quella premium, riservando le ultime uscite discografiche solo al pubblico pagante, di modo da porre un reale incentivo a quel salto di qualità che non si è mai realmente concretizzato.

A fronte di stime che attestano come la pubblicità non si sia rivelate un reale deterrente per tutti coloro che volevano godere del servizio in modalità gratuita e come permanga una sacca di non abbonati superiore al 50% del totale, Spotify ha infatti deciso di giocarsi la carta della novità per spingere gli utenti a versare quell’obolo che consentirà entro breve, non solo di fruire della musica senza interruzioni, ma anche di ascoltare album destinati a rimanere inaccessibili per un lasso di tempo ancora da stabilire, ma probabilmente sufficiente alla perdita di interesse connessa con la mancanza di novità.

In attesa di scoprire secondo quali modalità Spotify tenterà la funesta operazione, rimane un po’ di amaro in bocca nel constatare come dispensare musica in modo gratuito non si trovi sicuramente ad essere un crimine federale, ma al contempo, nemmeno un’operazione riuscitissima in ambito commerciale.

 

 

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