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Snapchat «tradisce» gli adolescenti: con Memories si salvano le storie

L’invasione dei «vecchi»

Poi sono arrivate «le persone più vecchie», come le ha definite un diciottenne al Wall Street Journal qualche giorno fa. La testata americana stava, lungimirantemente, testimoniando la recente invasione degli over 35. Dei genitori degli utenti della prima ora, insomma. Negli Stati Uniti il 14% degli internauti di più di 35 anni è presente sull’app. La percentuale è pari al 37,8% fra i 25 e i 34 anni. Più del 50%, quindi, è cresciuto a colpi di Like e tag su Facebook — aveva almeno 13 anni quando il social network blu ha debuttato — e tende a cercare lo stesso tipo di esperienza. Guardando ai 18-24enni si vola al 67,5% ma, evidentemente, non basta al cospetto della volontà di espandersi. Al loro bisogno di privacy è stata dedicata la funzione My eyes only per limitare la visione di singoli snap salvati in Memories, e considerati imbarazzanti a posteriori, alla persona con cui si sta condividendo un ricordo. Senza dimenticare come Memories sia un archivio privato e non pubblico e comunque non paragonabile al diario di Facebook, che ci lega eternamente (online) alle nostre gesta passate.

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