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Sessualità e pregiudizi: nel sesso, le donne non sono diverse dai ...

Sessualità e pregiudizi: nel sesso, le donne non sono diverse dai …

Nel sesso le donne non sono diverse dagli uomini nonostante i luoghi comuni sostengano il contrario. Difatti nell’immaginario l’uomo è più propenso alla sessualità e pertanto più portato all’infedeltà, mosso da un istinto naturale. Le donne d’altra parte sono sempre state raffigurate come esseri meno sessuali, più schivi e bisognosi di amore per poter godere realmente del piacere erotico. Ma è davvero così?

Purtroppo la scienza per lungo tempo non ha fatto che confermare questi luoghi comuni, probabilmente assoggettata a condizionamenti sociali e culturali invisibili ma reali. A livello biologico la differenza tra uomo e donna in termini sessuali si diceva riconducibile alla diversa energia impiegata per produrre uno spermatozoo e un ovulo: per produrre quest’ultimo occorre più energia, pertanto dovendo fare più fatica le donne sono più selettive in ambito erotico.

Per quanto possa sembrare assurda, a suo tempo questa divenne una teoria scientifica accreditata: a intuirla fu per primo Darwin e a confermarla contribuirono gli studi condotti dal botanico Angus Bateman su una colonia di moscerini e nel 1972 il biologo e sociologo Robert Trivers, che definì l’anisogamia teoria dell’investimento parentale.

Scopriamo tutto ciò che c’è da sapere sul sesso e le differenze tra uomini e donne:

Anisogamia e le origini biologiche del pregiudizio
Sesso: perché le differenze tra uomini e donne non sono vere
Sesso, scienza e condizionamenti sociali
Anisogamia e le origini biologiche del pregiudizio
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Prima di spiegare cosa sia l’anisogamia è necessario capire come funziona la riproduzione sessuale, che consiste nello scambio di gameti appartenenti a due organismi diversi, i quali unendosi danno origine a un terzo individuo. Grazie alla gamia il materiale genetico cambia di volta in volta dando vita a organismi con geni diversi dai genitori, e questa variabilità favorisce l’adattamento. 

Osservando il comportamento di molti animali Charles Darwin affermò che in numerose specie i maschi fecondavano molte femmine mentre queste ultime erano più selettive. Secondo Darwin ciò dipendeva dalla diversa dimensione e dal diverso numero di gameti prodotti da maschi e femmine nel corso delle loro esistenze, la cosiddetta anisogamia

Se i maschi possono produrre moltissimi gameti nel corso della vita visto che sono piccoli e poco faticosi da produrre, questo non vale per le femmine, che hanno un numero limitato di gameti a disposizione, e quindi necessitano di essere selettive per garantire gli ovuli ai migliori maschi. Di conseguenza l’anisogamia rende i maschi del regno animale più orientati al sesso e più appariscenti perché hanno bisogno di attirare più femmine.

Angus John Baterman approfondì le teorie di Darwin sull’anisogamia studiando i moscerini e dalle loro idee è nato il paradigma Darwin-Batema, secondo il quale l’anisogamia spiegherebbe la maggiore pressione sessuale maschile, legata a questioni di evoluzione. Un ulteriore studio pubblicato su Science Advances ha confermato la teoria testandola sull’intero regno animale, affermando che la pressione sessuale è diversa tra maschi e femmine, e sempre maggiore nei primi. 

Sesso: perché le differenze tra uomini e donne non sono vere
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Sebbene diversi studi nel corso del tempo abbiano confermato le teorie di Darwin, ce ne sono altri assolutamente contrari. Donald Dewsbury dell’Università della Florida, per sfatare la vecchia teoria della differenza tra uomini e donne nel sesso sostiene che si debba partire da un presupposto diverso, perché gli studi di un tempo confrontavano un solo spermatozoo e un solo ovulo, senza tenere conto che per fecondare un ovulo il maschio produce milioni di spermatozoi.

Se si parte da questo punto di vista, il paragone tra costo e investimento non è lo stesso e i costi di produzione in termini energetici non risultano maggiori nel maschio. Senza contare che in molte specie il seme maschile contiene un composto bioattivo molto faticoso da produrre, e molti maschi risultano anche tra gli animali particolarmente selettivi.

Per quanto riguarda le femmine, a sfatare vecchi miti ci pensano alcuni studi condotti sugli uccelli. Se un tempo si riteneva che il 90% delle specie di uccelli fossero monogame, si è poi scoperto che lo sono solo il 7% e che le femmine svolgono un ruolo più attivo nella seduzione rispetto agli uomini, riproducendosi con numerosi esemplari del sesso opposto nel corso della vita.

Sesso, scienza e condizionamenti sociali
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Quando si parla di scienza nessuno osa replicare ma siamo così certi che le teorie dimostrate scientificamente siano tutte super partes? Molte di esse sono state sfatate nel corso del tempo, rimpiazzate da nuove scoperte all’avanguardia, e questo può senz’altro valere anche per l’ambito erotico, che è ancora un universo pieno di misteri.

Senza contare che la scienza è frutto di studi condotti da uomini in carne ed ossa, che per quanto professionali sono inevitabilmente condizionati dall’epoca in cui vivono e dall’ambiente circostante. Per quanto Darwin sia stato un pioniere, la cultura cui apparteneva, quella dell’epoca vittoriana conosciuta per l’eccessiva moralità nei confronti della libertà sessuale, lo ha sicuramente influenzato ed è un elemento tutt’altro che secondario da considerare.

All’epoca infatti, come d’altronde in altre forme accade tutt’oggi, la scienza era tenuta a dimostrare alcuni degli stereotipi sociali più diffusi, confermando con prove il ruolo di conquistatore del maschio e di sottomissione della donna, che doveva interessarsi principalmente alla procreazione e non di certo al piacere. Insomma, anche la scienza a volte è influenzabile!

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