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Sesso consensuale a 11 anni? La Francia si interroga sull'età legale ...

Sesso consensuale a 11 anni? La Francia si interroga sull’età legale …

Quale dovrebbe essere l’età minima per poter parlare di sesso consensuale? A 11 anni si è già maturi abbastanza per poter decidere? E a 13? La Francia sta affrontando la questione proprio in questi giorni, per la prima volta nella sua storia, in seguito ad alcune sentenze giudiziarie, l’ultima delle quali è arrivata il 7 novembre scorso e ha portato all’assoluzione di 22nne che aveva avuto rapporti con una bambina di 11 anni nel 2009.

Il caso è stato raccontato dal quotidiano Le Parisien. La piccola era stata avvicinata in un parco dall’uomo: la famiglia di quest’ultima era venuta a conoscenza del fatto solo dopo aver scoperto che la bambina era incinta. Il figlio, frutto del rapporto, ha oggi 7 anni. L’imputato è stato assolto perché non è stato possibile dimostrare che la ragazza non fosse consensiente. In Francia l’età del consenso non è stabilita per legge. L’accusa aveva chiesto 8 anni, ma l’uomo si è sempre difeso asserendo che la bimba avrebbe mentito sull’età, dichiarando al tempo di avere quasi 15 anni. Circostanza che la vittima ha sempre negato.

Per porre fine a questa ambiguità giuridica, il segretario di Stato per la parità tra donne e uomini, Marlène Schiappa, di concerto con il ministro della Giustizia Nicole Belloubet, vuole fissare un’età minima che definisca il sesso consensuale con minori. Il limite dovrebbe essere fissato a 13 o 15 anni.

La petizione di una ventina di associazioni per fare pressione sull’esecutivo ha raccolto finora più di 300mila firme su Change.org.

Viol sur mineur : les associations appellent à manifester pour changer la loi https://t.co/68YnVnLZWT pic.twitter.com/CzoM50TiLI

— Marianne (@MarianneleMag) November 14, 2017

Un caso simile, avvenuto alla periferia di Parigi, è stato raccontato dal sito d’inchiesta Mediapart: in questo caso l’uomo è stato accusato di “molestie” (punibili con un massimo di 5 anni) ma non di stupro (20 anni di carcere se la vittima ha meno di 15 anni), in assenza degli elementi caratterizzanti della violenza.

Le opinioni in merito sono molto divergenti. Yves Crespin, avvocato dell’associazione “L’enfant bleu”, ritiene che nella questione ci sia un unico punto fermo: l’onere della prova non dovrebbe gravare più sul minore. “Se si sospettasse un’assenza di consenso, non ci dovrebbe essere bisogno di dimostrare il contrario: è una cosa veramente dolorosa per la vittima”. Secondo Clarisse Taron, presidente dell’Unione dei Magistrati, tale misura avrebbe conseguenze sulle possibilità per una persona, anche di 18 anni, di avere un rapporto sessuale con un/una partner minore di 15 anni.

Il disegno di legge, che include anche la proroga del termine di prescrizione per i reati sessuali contro i minori e la verbalizzazione delle molestie di strada, sarà introdotto nel 2018. Tredici anni è la soglia consigliata nel 2016 dall’Haut Conseil à l’Egalité, istituzione voluta dal presidente Hollande nel 2013. Un forum di riflessione e valutazione sulle politiche e i diritti delle donne e sulle disuguaglianze di genere in ambito politico, economico, culturale e sociale le cui valutazioni si basano su uno studio comparativo della situazione legale negli altri paesi europei.

Sesso consensuale?
Mentre in tutti i paesi europei la protezione legale per i minori si inserisce in un quadro giuridico che punisce duramente reati come lo stupro, la prostituzione infantile e la pedopornografia, quando si parla della questione dell’età del consenso ci sono ancora molte disparità di giudizio. Tuttavia, secondo i dati raccolti da euronews, è possibile identificare cinque categorie di paesi.

In 7 Stati (Italia, Austria, Bulgaria, Estonia, Germania, Ungheria, Portogallo) esistono disposizioni legislative per il consenso sessuale a partire dall’età di 14 anni. Questa soglia da noi sale a 16 anni nei casi in cui il rapporto di forza tra le due persone è sbilanciato: quando, ad esempio, uno dei due partner è un insegnante, un educatore e può vantare un ascendente o una qualche forma di autorità sull’altro. Gli atti sessuali compiuti su minori di 10 anni sono considerati aggravanti e per legge. Inoltre, non si può affermare di non conoscere l’età della persona offesa: la verifica spetta sempre al/alla partner eventualmente maggiorenne. In Italia, a differenza di quanto accade in alcune nazioni, la legge non distingue fra età del consenso per gli atti eterosessuali e per quelli omosessuali.

Nove paesi europei fissano il limite a 15 anni. Prima del loro compimento, l’atto sessuale è considerato stupro: si tratta di Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Grecia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Svezia. In otto paesi (Belgio, Lituania, Lettonia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Finlandia e Lussemburgo) la legge prevede sanzioni penali per rapporti con minori di 16 anni. Infine, in tre Paesi è necessario avere almeno 17 anni di età per poter parlare di consenso: 17 anni a Cipro e in Irlanda, 18 anni a Malta. Al di sotto di queste età legali, scatta per gli adulti rei la pena detentiva.

In Francia, come detto, il codice penale non fa menzione esplicita della nozione di consenso sessuale. Attualmente, la “maggiore età” sessuale è fissata a 15 anni. Al di sotto di questa età, qualsiasi relazione sessuale con un adulto è considerata una “violenza sessuale”. Ma non automaticamente stupro. “Spetta ai tribunali valutare se il minore è stato in grado di acconsentire al rapporto sessuale in questione”, ha osservato il Consiglio costituzionale nel febbraio 2015.

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