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Sempre più sesso non protetto tra i giovani italiani, più gravidanze e …

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Sempre più sesso non protetto tra i giovani italiani, più gravidanze e malattie. E il rischio di gravidanze indesiderate e di  malattie sessualmente trasmissibili (Mst) è molto elevato. Su 937  studentesse universitarie il 24% ha già avuto 5 o più partner sessuali e quasi una su 10 (9%), al momento, ha avuto più fidanzati, friends  with benefits o più partner sessuali occasionali. Più di una su 5  (22%) non ha utilizzato alcun metodo contraccettivo o di prevenzione  durante il primo rapporto sessuale. È quanto emerge da un recente  studio condotto da Fiss Giovani (Federazione italiana di sessuologia  scientifica) che ha coinvolto universitarie di diversi atenei  disseminati sul territorio nazionale.

Molti fattori sono coinvolti in questo fenomeno, primo tra tutti la  giovane età, comportamenti di ‘scoperta’ della propria sessualità in  cui la ricerca del limite può sfociare in agiti che oscillano tra il  ‘trasgressivo’ e l’antisociale’.

Nonostante le numerose campagne di  sensibilizzazione e l’aumentata frequenza dei corsi di educazione  sessuale effettuati nelle scuole, i comportamenti a rischio non  sembrano diminuire.

Sembra che la tendenza ad una sessualità a rischio sia più alta nelle ragazze che abitano con amici, colleghi  universitari, partner, rispetto a quelle che vivono con i genitori.

Infatti le prime hanno occasionalmente avuto rapporti sessuali con  sconosciuti (22,4%), sotto l’effetto di alcool (44,7%) o sostanze  stupefacenti (38,6%) o totalmente privi di protezione contro  gravidanze e Mst (56%). Per quanto riguarda le abitudini  contraccettive è da notare che per il 26% delle studentesse l’avere  rapporti non protetti non costituisce un fatto sporadico e difatti la  percentuale che dichiara di essere stata contagiata da una malattia  sessualmente trasmessa è di oltre il 7%.

D’altra parte, il 6% usa il  coito interrotto come contraccettivo abituale ed il 30% ha assunto la  pillola del giorno dopo almeno una volta nella vita. Inoltre quasi il  2% dichiara di aver avuto un’interruzione volontaria di gravidanza.

Sebbene dall’indagine emerga nel complesso una ‘buona salute  sessuale’, una discreta percentuale di ragazze è insoddisfatta della  propria sessualità, soprattutto al Nord Italia (circa la metà di  questo sottogruppo ha realizzato punteggi al di sotto della norma).  Sono le più ‘trasgressive’, alla ricerca del sesso più istintivo e  privo di ‘barriere’, a presentare disfunzioni sessuali, si legge nel  report. Al contrario più della metà delle ragazze con una relazione  stabile ha alti livelli di soddisfazione.

Ma in che modo le ragazze si prendono cura della  propria salute sessuale? Solamente il 65% dva dal ginecologo o al  consultorio almeno una volta l’anno, percentuale che scende  ulteriormente tra le studentesse di Medicina, anche se sembrano un po’ più preparate in materia. Tendono a consultare libri di testo e  articoli scientifici, ma solo il 37% del totale si riferisce a fonti  attendibili, mentre il 65% cerca su internet e il 33% trae le proprie  informazioni da Tv e riviste generaliste, accanto allo scambio di  opinioni con coetanei e genitori, col rischio di ottenere informazioni fuorvianti e non contestualizzate. Le conoscenze che ne risultano  appaiono molto frammentarie e superficiali.

La Fiss Giovani ha rilevato che se il 98% identifica correttamente il  preservativo come il miglior metodo per evitare le Mst, ancora troppe  studentesse (5%) non sanno che il coito interrotto non è un metodo  contraccettivo in quanto correlato ad un alto tasso di fallimento e  quindi al rischio di gravidanza. Il 77,4% del campione aveva seguito  un corso di educazione sessuale: queste ragazze hanno una maggior  qualità e quantità di informazioni teoriche ma non comportamenti più  prudenti.

Dato che la maggior parte delle studentesse (63%) gradirebbe un’informazione a più ampio respiro su sessualità, prevenzione, Mst e  contraccezione, sarebbe necessario uno sforzo per il miglioramento di  tali corsi nelle scuole, con un programma uniforme sul territorio,  conclude la Federazione.        (Stg/AdnKronos)

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