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Scuole italiane come le high school americane: dagli armadietti agli ...

Scuole italiane come le high school americane: dagli armadietti agli …

La scuola pubblica italiana potrebbe davvero accelerare all’improvviso e avvicinarsi allo standard di coolness di quella americana? A quanto pare il Miur ci sta pensando seriamente…

Novità scuola 2018/2019: le dichiarazioni del Ministro Bussetti sulle superiori del futuro

Andare a scuola non è certo un gran divertimento, almeno per la maggior parte delle persone, ma se non altro la prospettiva di recarsi fisicamente ogni giorno nello stesso edificio sarebbe un po’ più rosea se almeno questo assomigliasse maggiormente alle high school americane che abbiamo imparato ad apprezzare e venerare in tantissime serie tv. Avete presente i corridoi lunghissimi caratterizzati dalla distesa di armadietti colorati? Quelli dove spesso finiscono imprigionati i secchioni, per intenderci… oppure i laboratori di scienza attrezzatissimi, o ancora l’aula magna sconfinata dove il preside sproloquia per ore, o ancora le palestre tirate a lucido? Eppure qualcosa potrebbe cambiare, stando alle ultime dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti.

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Il volto del Miur ha infatti affermato di aver trovato – dove, forse sotto al letto? – “Un ‘tesoretto’ di oltre 7 miliardi che per vari motivi erano bloccati e non spesi”. Un po’ come vincere alla lotteria, ma con la differenza che tutti i soldi andranno investiti nella scuola. E allora da poveri sbeffeggiati dal Royal Baby George potremmo tutti trasformarci in fighissimi studenti americani alla High School Musical. Possibilmente senza l’obbligo di cantare e ballare a casaccio come dei dementi, grazie.

La questione in realtà è seria, e i miglioramenti potrebbero davvero aiutare tutti gli alunni a non rimpiangere il giorno in cui sono nati quando mettono piede a scuola: “Dobbiamo lavorare per scuole con connessioni più veloci e strumentazioni adeguate, ma anche scuole ‘smart’ dal punto di vista della metodologia didattica. La tecnologia deve essere un’alleata”. È quanto ha affermato il ministro, il quale poi ha esplicitato il paragone con le strutture a stelle e strisce: “E per gli zaini, beh, il mio ideale di scuola prevede armadietti per tutti. Uno spazio a cui affidare le proprie cose e dove lasciare anche i libri. Molti istituti già  i hanno. Lavoreremo per diffondere questa pratica che crea anche senso di appartenenza“.

Sembra proprio che tiri un po’ di vento del cambiamento, almeno per quanto riguarda la tecnologia. Mentre c’è chi pensa di abolirlo totalmente in classe, come a Piacenza, per Bussoletti lo smartphone è un’opportunità da valutare senza troppa isteria: “Come ho già  detto la tecnologia può  essere una valida alleata. E non va vista come un nemico. Molte scuole hanno già  regolamenti interni in materia. Se il telefonino serve per scopi didattici e ce l’hanno tutti, perché no. Altrimenti stia spento. Valorizziamo l’autonomia delle scuole e rendiamo i curricoli più  attuali.”

Insomma, magari non ci ritroveremo a breve  con la fibra ottica in classe (ci stanno ancora lavorando, si vede che il call center continua a rimbalzarli come accade un po’ a tutti), e nemmeno con un tablet per studente o con le lavagne ipertecnologiche che vanno su YouTube. Però stanno arrivando segnali positivi e forse tra qualche anno gli studenti americani in visita potrebbero non tapparsi più il naso quando si trovano nelle scuole italiane.

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Foto Copertina: Pixabay

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