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Renzi: "Serve un'analisi spietata post-referendum, Pd discute in ...

Renzi: "Serve un’analisi spietata post-referendum, Pd discute in …

Abbiamo straperso il referendum, 13 milioni di voti non bastano” – “Non abbiamo perso, abbiamo straperso. Chi prende il 41% in un referendum è una sconfitta netta”, ha poi sottolineato il segretario Pd nel corso dell’assemblea nazionale del partito. “Vi confesso che sognavo di prendere 13 milioni di voti, ne abbiamo presi 13,5 ma non è bastato”, ha proseguito.

“Al Sud abbiamo sbagliato approccio” – “Soprattutto abbiamo perso tra i giovani e al Sud. Il nostro approccio – ha detto – non è stato di disinteresse. Ci siamo stati ma abbiamo sbagliato nel momento in cui abbiamo pensato che potesse essere sufficiente una politica di investimenti e non di coinvolgimenti. Io sono il primo responsabile”.

“Corruzione? Dovevano bloccare collaboratori” – “Qui a Roma voglio dire che la politica non è l’indicazione delle cose che non vanno, l’urlo di chi dice No e non propone un’alternativa. Se si fa così politica, il Paese non va da nessuna parte, si blocca il Paese. Se per bloccare la corruzione si bloccano le Olimpiadi, si blocca la propria città. E forse per bloccare la corruzione bisognerebbe scegliere meglio i collaboratori”, ha ribadito Renzi riferendosi al sindaco Virginia Raggi.

“M5s è un’azienda privata, non un movimento” – Da Renzi poi un’altra stoccata ai Cinque Stelle: “Dobbiamo fare un patto con il M5s: voi la smettete con le bufale e noi non raccontiamo cosa siete, vale a dire un’azienda privata che firma contratti con i candidati. Ne riparleremo alle prossime elezioni”.

“Le nostre riforma non puzzano, pensiamo alle unioni civili” – Tornando sull’operato del suo governo, l’ex premier ha affermato: “Abbiamo fatto riforme molto profonde. Se due ragazzi si amano e, indipendentemente dall’orientamento sessuale, ora possono vivere insieme è grazie a una riforma del Pd”. “Queste riforme non puzzano, segnano la grandezza del Pd”, ha aggiunto alludendo ad una frase di Massimo D’Alema riportata da La Stampa.

“Rischiamo di tornare alla Prima Repubblica” – E ancora: “Eravamo a un passo dalla Terza Repubblica e invece rischiamo di tornare alla Prima, senza la qualità della classe dirigente della Prima Repubblica”. “Avevamo detto che quella riforma avrebbe fatto il bene del Paese, che avremmo permesso all’Italia di essere un Paese più semplice. Il fatto che si sia detto un No forte, non impedisce di dire che questo No blocca qualsiasi riforma. I contrari alla riforma avevano detto che in 6 mesi avrebbero avviato un’altra riforma: sono passati 15 giorni, restano cinque mesi e mezzo, e ancora non si è visto nulla”.

“Se il 59% è voto politico, lo è anche il 41%” – Continuando a fare autocritica per la sconfitta al referendum, Renzi ha spiegato: “L’errore principale non è nemmeno la personalizzazione. Se il 59% è un voto politico, il 41% non è il voto dei giovani costituzionalisti. Il mio errore è stato non aver capito che il valore del referendum era nella politicizzazione, non nella la personalizzazione. Ma allora il 41% è il partito più forte che c’è in Italia e l’unica speranza”.

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