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Recensione Bose Frames

Recensione Bose Frames

Bose Frames sono un paio di occhiali con un sistema audio integrato, in grado di offrire una qualità sonora superiore a quanto possiate immaginare, dotati di funzioni smart e un design moderno. Disponibili in due modelli, tondi (Rondo) e quadrati (Alto), costano poco più di 200 euro e rappresentano un modo del tutto nuovo di ascoltare musica.

Come sono fatti

Bose ha annunciato i Frames a fine 2018, tra curiosità e sorpresa da parte di chi conosce e apprezza il brand per la qualità dei suoi prodotti audio. In un mercato altamente competitivo, è normale esplorare nuovi mercati, senza tuttavia diversificare in maniera drastica e mantenendo la concentrazione sui propri valori aziendali, che nel caso di Bose è ovviamente l’audio.

Ci sono già stati diversi esperimenti simili ai Frames, e la maggior parte riguardava l’impiego della tecnologia a conduzione ossea – Bose stessa ha in passato realizzato dei prodotti. Questa tecnologia non è mai stata in grado di offrire una buona resa sonora, ed è probabilmente per questo che i Frames impiegano al suo posto una tecnologia più classica, cioè l’adozione di due altoparlanti inseriti all’interno delle aste degli occhiali, a loro volta progettate per migliorare la resa sonora, nonché per ospitare tutta l’elettronica necessaria per il funzionamento.

Sono realizzati in plastica nera, con una finitura opaca, e sono leggeri. Il modello Rondo, che abbiamo provato, pesa 45 grammi, decisamente poco se consideriamo che non è un normale paio di occhiali, ma integra tutta la componentistica, che include anche un sensore di posizionamento su tre assi e la connettività Bluetooth. C’è anche il modello “Alto”, dallo stile squadrato, leggermente più grande rispetto a Rondo.

A questa pagina di Bose potete vedere le specifiche tecniche, tra cui le dimensioni. Se siete interessati vi consigliamo di recarvi presso un centro Bose per provarli, prima di acquistarli. Se avete una faccia grande, probabilmente vi staranno bene e dovrete scegliere solo lo stile, mentre se avete una faccia piccola, è meglio che li proviate dal vivo.

Lungo le aste sono posizionate varie feritoie da cui uscirà il suono, mentre l’unico piccolo pulsante presente è sotto l’asta destra e serve per accendere e spegnere i Frames, riprodurre o mettere in pausa l’audio, attivare l’assistente vocale o rispondere / rifiutare le chiamate telefoniche. Sempre sull’asta destra, ma nella parte interna, c’è un contatto a caldo per la ricarica della batteria.

Le lenti sono nere, fumé e abbastanza trasparenti (non specchiate). Sono però intercambiabili facilmente, e ci sono lenti in gradienti sul blu e sul rosso. Sono certificati solo IPX2, cioè possono supportare qualche goccia d’acqua senza problemi, ma non sono fatti per essere impermeabili al sudore.

Accessori nella confezione

Nella confezione è inclusa la custodia rigida e il cavo di ricarica. Bose si è fatta scappare la possibilità di migliorare l’ergonomia offrendo una custodia con batteria integrata per ricaricare gli occhiali quando riposti, peccato.

Autonomia della batteria

Affrontiamo subito il capitolo sulla durata della batteria: a volume medio, potrete contare su circa tre ore di autonomia. Dipende da come intendete usarli, se vi basta questa autonomia, ad esempio perché li userete durante un tragitto casa lavoro, o quando porterete a spasso il cane o vostro figlio al parco giochi, allora probabilmente non sarà un problema. Se invece fate attività che vi tengono imepgnati per parecchie ore all’aperto, allora non fanno per voi. In stand-by arrivano a 12 ore.

Qualità audio

La qualità audio dei Bose Frames ci ha sorpreso. Considerando prodotti, o meglio “esperimenti” simili già visti in passato, ci aspettavamo un audio scarso o, considerando il marchio, appena sufficiente. In realtà l’audio è buono, e non peggiore rispetto quello di un paio di buone cuffie. Il confronto va fatto con cuffie classiche, non con modelli in-ear o di fascia alta, dopotutto non avrete alcun isolamento con l’ambiente circostante.

Ancora più interessante è il modo in cui Bose calibra la resa acustica, poiché il posizionamento degli altoparlanti e la forma, nonché le feritoie delle aste, permettono di farci ascoltare un suono chiaro, senza che questo sia percepito da chi ci sta attorno.

All’aperto, se passeggiate affianco a qualcuno, potrete anche andare oltre al 50% del volume, senza che chi vi sta accanto si accorga di nulla. Anche in un ambiente silenzioso dovrete avvicinarvi a meno di un metro per sentire il fievole suono che arriverà dai Frames. La situazione cambia alzando il volume, ma non diverranno, in alcuna caso, fastidiosi.

Qualità chiamate

Non dovrebbero essere invece la vostra prima scelta nel caso di chiamate telefoniche. Quando li abbiamo usati per alcune chiamate, i nostri interlocutori ci hanno detto che la nostra voce era robotica. Insomma, le parole si capiscono, ma non è probabilmente piacevole fare lunghe conversazioni tramite i Bose Frames, almeno per chi ci ascolta, perché l’audio in entrata è invece sempre stato buono, o quantomeno non peggiore di quello che arriva direttamente dallo smartphone.

Realtà aumenta

All’interno dei Frames sono presenti alcuni sensori che, assieme al GPS dello smartphone, permettono di individuare la posizione nell’ambiente, nonché la posizione della vostra testa. Questo ha permesso a Bose, e a programmatori terzi, di realizzare delle esperienze di realtà aumentata, ovviamente di tipo audio, non visive.

Non si tratta di una novità assoluta, altre cuffie Bose, come ad esempio le QC35, sono compatibili con Bose AR, anche se è una caratteristica probabilmente passata in sordina. Potrete usare NaviGuide, un’app che in base a dove vi troverete, potrà darvi informazioni su un monumento che state guardando. Golfshot si comporta invece come un caddy virtuale, dandovi informazioni sulle buche mentre siete sul campo da golf.

Ci sono anche esperienze di suono tridimensionale: avviate uno scenario dell’applicazione Radar, ad esempio quello che riproduce i suoni del mare, mettetevi comodi su una sdraio e in base a dove girerete la testa sentire i suoni cambiare d’intensità, proprio come se foste sul bagnasciuga e non su un terrazzino in centro città.

Alcune applicazioni sono interessanti, altre meno, in ogni caso non crediamo che sia questa la caratteristica più importante dei Bose Frames, ma solo una simpatica aggiunta, almeno finché non verrà pubblicata una cosiddetta “killer application”, che ad oggi non esiste.

Verdetto

I Bose Frames si sono rivelati una bella sorpresa, sopratutto per quanto riguarda la qualità audio, decisamente inaspettata. Non sono certamente un prodotto per audiofili, e nemmeno ci si avvicinano. La qualità è pari a quella di un buon paio di cuffie classiche, e se pensiamo che questo livello di qualità è raggiunto da un paio di occhiali, senza alcun oggetto o protuberanza da inserire nell’orecchio, non possiamo che esserne piacevolmente soddisfatti.

Non eccellono per autonomia. Bose avrebbe potuto trasformare la custodia in una base di ricarica, così da ricaricare i Frames una volta riposti, moltiplicando l’autonomia, considerando che la capacità della batteria integrata è limitata – non conosciamo la capacità precisa, ma la dimensione dell’alloggiamento non permette certo miracoli.

Costano 229 euro, un prezzo che consideriamo adeguato considerando l’esperienza offerta, anche se parte di questo valore è sicuramente legato al marchio, piuttosto che al livello tecnologico stesso. Se il microfono, come la batteria, fossero stati migliori, il valore generale sarebbe stato ancora più alto.

Vi consigliamo ancora una volta di provarli in un centro Bose, se potete, e di considerare le vostre abitudini prima di acquistarli. Se vi piacciono e vi intriga l’idea di avere una sorta di cuffia invisibile e non invasiva ogni volta che indossate gli occhiali, sarete soddisfatti del vostro acquisto.

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