giovedì , dicembre 13 2018

«Non so se li recupero, ma li educo»

“Ciao sono Claudio, come ti chiami?”. “Cazzi miei”. Per qualche giorno lo chiamai così: “Cazzi miei vieni a giocare a pallone?”. Fino a strappare un sorriso e fino alle partite di calcio che aprirono la strada ad un rapporto. È racchiuso qui il “kayros”, il momento propizio, che spinse un giovane …

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