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Oggi al cinema con 2 euro, ma il Boldini non ci sta

Oggi al cinema con 2 euro, ma il Boldini non ci sta

FERRARA. Oggi scatta la novità dell’ingresso al cinema a 2 euro e sarà ripetuta tutti i secondi mercoledì del mese. Si tratta di una nuova “operazione simpatia” voluta dal Mibact con lo scopo di avvicinare la gente al cinema. A Ferrara non tutti applicheranno tale formula e c’è chi la rifiuta non senza polemiche.

. Roversi, perché il Boldini è l’unico cinema cittadino a non aderire all’iniziativa “Cinema2Day”?

«Perché trovo che sia un’iniziativa sbagliata e fondamentalmente diseducativa. Produrre film costa tanto, l’esercizio è oneroso: perché “regalare” contenuti che hanno valore, sia culturale che economico? Senza considerare che l’iniziativa si chiama “Cinema2Day”, ma tolta la percentuale spettante a distribuzione e noleggio, nonché Iva e Siae, sui 2 euro lordi del biglietto d’ingresso all’esercizio rimangono circa 80 centesimi. Così non si crea nuovo pubblico, si dirotta semplicemente al mercoledì quello che sarebbe andato fisiologicamente in sala un altro giorno della settimana. Del resto la Sala Boldini pratica sconti ai soci tutti i giorni dell’anno, festivi inclusi, attua una politica di riduzioni per i giovani under 30 e fidelizza il proprio pubblico con abbonamenti molto convenienti».

Come sta andando la stagione cinematografica?

«La prima parte della stagione è stata buona, soprattutto grazie ai film in rassegna a metà settimana, programmati in originale con sottotitoli e spesso on demand attraverso la piattaforma Movieday. A semplice titolo di esempio, tre titoli particolarmente significativi sono stati “Bansky Does New York”, “Unlearning” e “Alla ricerca di Vivian Maier”.

Come è andata l’Arena estiva?

«L’Arena ha ormai acquisito un suo pubblico fedele e continua a regalare soddisfazioni. Le presenze sono state 11.357, con una leggera flessione rispetto al dato del 2015, dovuta principalmente ad un clima più fresco e ai frequenti temporali ferragostani».

Lei è reduce dalla Mostra del Cinema di Venezia. Che aria tira dal punto di vista artistico? E da quello commerciale?

«A mio avviso è stato un festival di ottimo livello, ben bilanciato tra prodotto di qualità e cinema d’autore. Dal punto di vista artistico ha vinto la migliore opera in concorso, del grande cineasta filippino Lav Diaz; da quello commerciale sono certo che molti dei film passati in competizione (“La La Land”, “Nocturnal Animals”, “Jackie”, “Arrival”) li ritroveremo plurinominati la notte degli Oscar».

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