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Mwc 2019, Microsoft: “Il digitale entra nel mondo. Ecco la realtà mista di Hololens 2”

Mwc 2019, Microsoft: “Il digitale entra nel mondo. Ecco la realtà mista di Hololens 2”

BARCELLONA – “Quattro anni fa esatti lanciammo Hololens, il visore che unisce il reale con il digitale nella cosiddetta realtà mista. E quando vedi il mondo da un’ottica diversa, puoi creare cose differenti”. Satya Nadella, a capo della Microsoft, entra sul palco del Mobile World Congress e comincia ad elencare i cambiamenti che stiamo vivendo prima di mostrare le novità che la sua compagnia ha realizzato. Parla di computer tascabili, intelligenza artificiale, servizi legati al cloud. Sostiene che oggi non esistono più compagnie che non siano in qualche modo digitali.

Say hello to #HoloLens2. pic.twitter.com/eVBQ9OUeM1

Microsoft HoloLens (@HoloLens) February 24, 2019E per loro la Microsoft ha pensato alla videocamera intelligente Azure Kinect, erede del sensore Kincet nato nel 2010 su console Xbox e poi semi abbandonato. Torna in vita adesso in altra forma, mosso dall’intelligenza artificiale, può essere usato nei negozi, nell’industria, nella sanità e ovunque servano applicazioni che hanno al centro la visione artificiale per distinguere oggetti, persone, veicoli.

Assieme a Azure Kinect, venduta a 399 dollari, viene anche presentato Hololens 2. Il visore per la realtà mista, o “mixed reality” che dir si voglia, lo mostra Alex Kipman, che ne è una dei “padri”. “Ha una risoluzione doppia rispetto a prima e un campo di visione doppio”, racconta Kipman.  Integra per altro i comandi vocali con i quali interagire con le applicazioni e gli oggetti virtuali oltre con i gesti. Significa ad esempio pronunciare la parola squalo per vederne comparire uno davanti agli che nuova a mezz’aria.
John Gaeta, mago degli effetti speciali e Oscar nel 2000 ricevuto per Matrix, di questa nuova forma di realtà in genere ne parla come di un “universo magico”. O meglio: “magicverse”. Gaeta oggi è vice presidente di Magic Leap, la start up fondata in Florida da Rony Abovitz valutata 4,5 miliardi di dollari, e realizza ologrammi che si sovrappongono al mondo che ci circonda per il visore Magic Leap One. Il sogno è lo stesso di Guerreros, il romanzo di William Gibson e per esteso anche dei Google Glass, se mai si fossero sviluppati secondo l’idea iniziale. Non semplice realtà aumentata, ma nuova realtà che appunto fonde elementi del mondo fisico con quelli dell’universo digitale.

Il problema: nessuno è mai riuscito a sviluppare un visore per questa “realtà mista” che funzioni davvero bene e abbia un prezzo accessibile. A differenza di quelli per la realtà virtuale, qui si guarda ad esempio il proprio soggiorno, solo che si può popolare di alieni che escon fuori dal divano come appendere uno schermo gigante alla parete. O ancora, guardare il motore di una moto e poterlo scomporre davanti agli occhi in tutti i suoi elementi.

Our collective opportunity in this era of the intelligent cloud and intelligent edge has never been greater, and with our announcements today we’re democratizing technology so everyone can benefit. https://t.co/NvIQM0uWfr

— Satya Nadella (@satyanadella) February 24, 2019
Hololens è stato il primo vero tentativo fatto in questa direzione, arrivando negli Stati Uniti a ben 3000 dollari nel 2016. Nulla che abbia mai davvero varcato le porte di aziende hi-tech, laboratori e del Pentagono. Stavolta sarà diverso? Satya Nadella ovviamente è convinto di si. Il nuovo modello è più leggero, usa un processore mobile (Snapdragon 850), soprattutto ha un angolo di visione più ampio e il rilevamento di dove stanno guardando gli occhi. Quando avevamo provato Hololens, ci era sembrato promettente ma ancora limitato, pesante oltre che costoso. Alla Microsoft hanno aggiustato il tiro, ma non sul prezzo. Vedremo se basta o meno.   

“Non dobbiamo chiederci cosa i computer possono fare, ma quello che dovrebbero fare”, prosegue Nadella. Prospetta un futuro prossimo nel quale medici e infermieri avranno strumenti per salvare molte più vite con il digitale. Di fatto si propone, con la Microsoft, come il volto responsabile della compagnie hi-tech americane. Una multinazionale che mette al centro le persone e la privacy. Da quando Facebook ha cominciato a collezionare scandali è iniziata una gara singolare nel prendere le distanze da certi modi. E a Redmond, dove hanno da sempre un dna diverso, hanno gioco facile a interpretare questo ruolo.

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