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Le 10 macro tendenze beauty del 2019

Le 10 macro tendenze beauty del 2019

Le 10 macro tendenze beauty del 2019

La bellezza è di moda. Vicina alle donne, a pelle, inclusiva nei prezzi, spettacolare nei risultati. La “favola d’uso quotidiano” della beauté vale più di 500 miliardi di dollari al mondo e raggiungerà, senza cenno di crisi, gli 800 nei prossimi cinque anni. Lo skincare, in particolare quello che promette di rallentare il tempo che passa in volto, traina il settore, seguito da make up, cura del corpo, profumi. Con 48 milioni di condivisioni di immagini l’anno, Pinterest conferma che la bellezza è un tema caldo anche online, dove nascono e si diffondono tendenze, prendono piede i nuovi brand, circolano tutorial, recensioni, novità: il 66% delle Europee si informa su tendenze e prodotti beauty proprio in Rete. E se il 2018 è stato l’anno della maniacale attenzione coreana per le pelle, del potere d’acquisto delle Millennials, le 18-30enni che con le loro richieste (trucchi ultra performanti, skincare che funziona subito) tengono vivo il settore, del ritorno degli anni ’80 e dei lanci di brand cosmetici firmati da celebrity, cosa aspettaci per il 2019? Abbiamo incrociato report e forecast, da Mintel a Euromonitor a Google Trends, per tracciare, a matita, qualche appunto sull’anno che verrà. Si accettano scommesse…

Cosmesi sempre più pulita, oltre che green

Il 2018 è stato un anno di svolta: la metà dei 162mila prodotti di bellezza lanciati sul mercato mondiale è stata “green”, con formule che spaziano cioè da ricette vegetali a biologiche, a completamente vegane. Una rivoluzione, per le adepte alla lettura dell’INCI (le etichette), auspicata da tempo. La cosmesi “verde” vale 45,8 miliardi di dollari, un decimo del settore e resterà una delle macro tendenze dallo skincare al make up. Obiettivo: eliminare definitivamente sostanze nocive o inutili come siliconi, petrolati, parabeni, solfati. Il 30% delle americane cerca brand che evitano la chimica, in Italia siamo a quota 24%. Il 58 % delle cinesi è disposta a pagare di più per prodotti naturali ed etici. Le più informate? Le under 30 di tutto il mondo, fedeli a formule vegetali al 49%. Il domani esige cosmesi trasparente in ogni aspetto. Perché la bellezza è, sempre più, anche un sistema di valori in cui identificarsi.

Nuance organiche

C’è stato il boom del “contouring” (vi dice niente una certa Kim Kardashian?): l’arte di ridisegnare le proporzioni, il volto, a volte perfino i connotati, con luci e ombre. Lo scorso anno non si è parlato d’altro che di “glow”, l’arte, invece, dell’illuminarlo strategicamente valorizzando la bellezza naturale di ogni donna. Nel 2019 il make up sarà “organic”, ovvero un omaggio, in ogni dettaglio, alla natura: «In questa era di filtri e ritocchi social, sembra tornare un desiderio di autenticità attraverso look sempre meno artificiali e costruiti», spiega il make up artist Tom Pecheux. Nuovo must in passerella, l’ombretto monocromatico in sfumature rubate a tramonti, foreste, deserti. Sabbia, rame, terracotta e cioccolato si miscelano, caldi, sugli smokey eye di Max Mara, Tom Ford, Antonio Marras. Da Jacquemus a Bylos, verdi foresta e smeraldo regalano invece tocchi di audace speranza allo sguardo, tra polveri e kajal.


Sguardi ad arte

Che non ci siano più regole, modi giusti o sbagliati di truccarsi è un dato di fatto che accettano per primi i grandi make up artist che, più che di tendenze, amano parlare di “direction”, ispirazioni, prospettive. E allo stesso modo le sfilate, con le licenze poetiche che solo il palcoscenico della moda concede alla bellezza, invitano a sperimentare. Il 2019 è un invito esplicito a smontare e rivedere, reinterpretare i codici del trucco con grande libertà nell’uso dei colori, delle materie, delle texture. Peter Philips, creative e image director del maquillage Dior, parla di “spensieratezza creativa”: per lo show p/e 2019, ha disegnato a mano libera un trucco metafora di una coreografia sullo sguardo, nuovo spazio dedicato ad artistiche citazioni. Tribali, street, espressioniste. Via libera a “floating liner”, tratti volanti di eyeliner, liberi, imperfetti. Dirompente anche l’uso del colore. «Si punta ad espandere, mai restringere la voglia di esprimersi», chiude Philips.

Inclusività: ovvero, una (giusta) base per tutte

Tutto inizia circa un anno fa, con il caso “Fenty Beauty”, il brand di cosmetici firmato dalla pop star Rihanna che per primo lancia sul mercato un fondotinta in 40 nuance (rispetto alla media di 6, massimo 12). Nel primo mese, è sold out delle tonalità più rare, come il bianco lunare e il cioccolato fondente, e il brand vola a 72 milioni di vendite. Cosmetici per accontentare proprio tutte: la direzione è ormai ben chiara. La cosmesi risulta consapevole della diversità delle donne, a partire proprio dalla pelle. E mentre la pop star continua ad invitare le
sue beauty fan nei laboratori Fenty per sviluppare insieme a loro nuove sfumature dei fortunati “Pro Filt’r Foundation”, sempre più brand propongono novità o ampliano le linee esistenti seguendo la stessa strategia inclusiva. E non solo per marketing. Cosa meglio del trucco, ciò che sta più vicino alla pelle delle donne, può aiutare a comunicare “body positivity”, cioè accettazione e valorizzazione di sé?

Skincare sempre più su misura

Fermare il tempo muove il mondo. Della cosmesi, di sicuro. La “fetta” più ricca del mercato è la cura della pelle, con gli anti age (190 miliardi l’anno) in pole position. Nel futuro prossimo ci saranno creme formulate con ingredienti analizzando il Dna cellulare, sempre più “batteri buoni” (probiotici) per aiutare la pelle sensibile, che tocca ormai sei donne su dieci nel mondo. Da tener d’occhio lo skincare antipollution, ultimo nato per proteggere da smog, ambiente urbano e digital aging. Ma che cosa piace, a pelle, alle donne? Stando a Google, gli ngredienti più usati nel 2018 sono stati la vitamina C, gli oli di cocco e avocado, aloe vera, acido ialuronico, carbone e l’oro. Ora, dopo il boom delle maschere, è in crescita il fattore “DiY”, che sta per “do it yourself ”. Piace creare ricette skincare rubate alla cucina, ad esempio. Oppure, aggiungere sieri e booster superconcentrati, già pronti in profumeria, per potenziare, su misura, la crema del cuore.


Imperativo brillare

Arrivano tempi brillanti. Un invito estetico ma anche un augurio, quello di riuscire a proiettare all’esterno la propria luce, energia, vitalità. Dà man forte la bellezza: il trucco metal, olografico e cangiante, già da qualche mese fa +90% di condivisioni e ricerche su Pinterest. Ancora di più, in tema capelli: chiome effetto wet, bagnato, stile sirena, volano a +166%. E il tema dello scintillio illumina le passerelle del 2019: smokey eye gioiello, piccoli ritagli di plexiglass utlizzati come inediti punti luce 3.0 sullo sguardo, labbra vestite di foglie metalliche. «Finiture cromate e lucenti si utilizzano ormai con facilità», spiega Terry Barber, ex truccatore di Grace Jones. «Oro rosa, oro giallo e argento sono concessi su occhi, zigomi e labbra a qualunque ora del giorno» Così come il gel effetto ultra wet e lucente sarà un must. Per scolpire teste bagnate più o meno selvagge o impomatate. Accendete i riflettori su di voi…

Tinte corallo (e dintorni)

L’abbiamo visto ovunque, nel 2018: l’“Ultra Violet”, quel viola profondo che invitava a superare i propri limiti. E ora, ci risiamo. Pantone Color Institute ha presentato “16-1546 Living Coral”, la nuance che ridipingerà moda, bellezza, design, e, forse, i nostri sogni nel 2019. Si tratta di un arancio-pesca che «evoca calore, comfort e umanità in un mondo iper-connesso e individualista», spiega la vice presidentessa di Pantone, Laurie Pressman. «Trasmette desiderio di espressione ludica e di innato bisogno di ottimismo e attività gioiose». La bellezza si allinea. Con rossetti vellutati come pesche o scintillanti come frutti canditi, ombretti-sorbetti, smalti tropicali. E non è tutto. Anche le altre sfumature della palette Pantone dell’anno, luminose e a tratti molto femminili, sprizzano vitalità: dal rosso Fiesta all’arancio Turmeric, dal fucsia Pink Peacock al giallo Mango Mojito, ispireranno una trousse di cosmetici pop. Per ritrovare il gusto del gioco. Anche allo specchio.

La bellezza è genderless

Da un lato, nuove icone di bellezza come Cara Delevingne a la modella dell’anno Adwoa Aboah sfidano canoni imposti con tagli di capelli cortissimi e look androgini, esponendosi contro ogni forma di body shaming, offese legate all’immagine. Al tempo stesso, brand come Chanel, Tom Ford, Mac Cosmetics e Marc Jacobs lanciano linee di trucco per gli uomini, comprensive di fondotinta ultra leggeri, strumenti per le sopracciglia e dopobarba-primer-illuminanti tutto in uno. La profumeria, soprattutto artistica, ha fuso i generi in bouquet olfattivi che vestono (e piacciono) indistintamente a lui e a lei. Il tema della “gender fluidity” si sente anche nella cosmesi. Se il grooming, ovvero la manutenzione di barba e capelli, resta il mercato più consolidato sul fronte maschile, quello veramente in crescita è la cura della pelle, +11% l’anno. I più interessati? I 30-45enni. Per loro (al contrario degli over 50) un trucco leggero è ormai accettabile anche al maschile.


Accessorate

Per alcune sarà il foulard preferito. Per altre il fiocco di velluto che si usava da piccole. Per le più hippie, bracciali di corda o di pelle ricordo dell’ultimo viaggio. Quel che conta è metterci del personale, su ogni ogni chioma. Non ci vogliono grandi capacità: di base, bastano uno chignon, una coda, una treccia da tutti i giorni. Si dice che i capelli siano estensioni dei pensieri, pezzi d’anima, se non l’ornamento più ricco delle donne. E, allora, rendeteli unici. Le passerelle confermano: via libera agli accessori. Da Stella Jean, ritagli di seta si inglobano fra gli intrecci, striscioline di pelle chiudono lunghe trecce da guerriere urbane di Max Mara, mentre piume colorate trasformano le donne di Van Noten in creature tropicali. De Vincenzo propone una cascata di pettini gioiello e pinzettoni da “desperate housewife”, ma molto chic. E poi, spille a doppia C (DI Chanel) con nastri di seta appuntano mezzi raccolti stile scolaretta sulla nuca. Chi volete interpretare?

Neo-romanticismo

«Ci sono fiori dappertutto per chi è capace di vederli», diceva il maestro Matisse. Sulle passerelle si vedono, eccome: sono le donne stesse. Da DolceGabbana a Rodarte, da New York a Milano all’haute couture parigina, vanno in scena look botticelliani, chiome vestite di fiori freschi, farfalle, spille-bouquet, intrecci, copricapi e corone che sembrano usciti da un dipinto. O forse, da una favola bucolica. Il messaggio è uno solo: non abbiate paura di essere romantiche. Gordon Espinet di Mac Cosmetics parla di una «tendenza all’esagerazione voluta della femminilità, con ogni accessorio e dettaglio possibile». Non è poi così strano: dopo la rivoluzione del #metoo, le donne si sentono finalmente sicure di sé e non temono di mostrare e celebrare la propria femminilità, in tutta la sua dolcezza e fragilità. Mettete un fiore, fresco, o un bocciolo-bijoux, fra i capelli: farà sbocciare energia e belle idee. Il minimalismo può attendere.

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