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La Urbino di notte rinasce grazie alla discoteca silenziosa

La Urbino di notte rinasce grazie alla discoteca silenziosa

di MARIA LETIZIA CAMPARSI

URBINO – Cala la sera e Urbino si riempie di colori. La “RedBull LightArt Silent Disco” ha illuminato piazza della Repubblica con delle proiezioni artistiche e un mare di cuffie colorate. Era giovedì sera e il centro era pieno di gente: circostanza che non si verificava da molto tempo, complice anche l’ordinanza conclusa da poche settimane, che imponeva ai locali di chiudere entro le 2 di notte.

Anche quest’anno i giovani hanno ballato e cantato dalle 18 alle 3 di notte, ma “senza fare rumore”. C’erano quattro dj che si alternavano e due canali di musica tra cui scegliere, ma nessuna cassa o impianto. La discoteca silenziosa infatti prevedeva che le consolle fossero collegate a tutte le cuffie della festa tramite una connessione wireless. Bastava premere il bottone a lato e si poteva cambiare linea, in base alla quale i led della cuffia si coloravano di rosso o di blu.

Grazie a questo evento, patrocinato dal Comune, la Urbino di notte ha tolto un po’ di ruggine dagli ingranaggi e ha ricominciato a funzionare. “Un giovedì sera così non si vedeva da molto tempo in città”, gioivano alcuni studenti.

La serata, inaugurata con la musica di Radio Studio Più e un torneo di “Bull pong” (un beer pong con i drink) è frutto di una collaborazione dell’azienda di bibite energetiche che sponsorizzava l’evento, con gli studenti dell’Isia di Urbino e l’Antica proietteria.

Lo scopo, come recitava l’invito alla festa, era “valorizzare il patrimonio della città con un evento all’insegna dell’arte digitale”. Dopo aver comprato da bere al bar si poteva ritirare una cuffia con lo scontrino. Ma la novità di quest’anno erano le proiezioni di “Live Architectural Mapping” sulla facciata di Palazzo Nuovo Albani.

Si tratta di disegni e forme geometriche colorate che illuminavano i mattoni come se fossero uno schermo. Per realizzarle un gruppo di studenti dell’Isia Urbino, selezionati tramite un bando, ha unito le forze con l’Antica proietteria. Il team era composto da Abel Picogna, Michela Meliddo, Marco Pagan, Laura Scopazzo, Riccardo Savioli, Cecilia Rabeschi, Sara Pizzinelli e Roberto Lenza.

“Era un progetto che andava da marzo a maggio, portato avanti nei weekend – racconta Picogna – due ‘proiettari’, come si definivano loro, venivano da Roma per spiegarci tutto su questa tecnologia digitale. Il videomapping funziona così: prepari una serie di video che “mappano” il palazzo, ovvero ne seguono le linee, e poi li metti in un programma che li fonde tra di loro, creando varie combinazioni. Puntando due proiettori su palazzo Albani dal Collegio Raffaello, abbiamo fatto un videomapping live, scegliendo cosa mostrare in base alla musica e mettendolo a ritmo”.

Il risultato è un lavoro soddisfacente e una serata riuscita: “In generale è andata molto bene – conclude Picogna – sono stati tutti contenti e secondo me alcune proiezioni erano proprio belle”.

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