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La tecnologia blockchain contro le fake news

La tecnologia blockchain contro le fake news

Un nuovo framework tecnologico basato sulla tecnologia blockchain che propone il problema de “le fonti certificate”, “il tracciamento delle notizie”, “il montaggio e la pubblicazione” su reputazione e mezzi fidati.

Dai “castelli” pieni di milionari in bitcoin alla febbre delle prime transazioni ICO in moneta digitale è difficile non accorgersi della frenesia che circola su chi sta costruendo le proprie fortune nel nuovo mondo delle criptovalute. Dietro queste nuove monete c’è una tecnologia chiamata blockchain (catena a blocchi), che alcuni ritengono possa riscrivere dalla fondamenta il modo in cui gestire le transazioni sul web.

Tenendo presente che alcuni analisti di UBS stimano dai 300 ai 400 miliardi di dollari il volume creato dalle blockchain entro il 2027 è chiaro come, indipendentemente da cosa accadrà a proposito di un’eventuale bolla dei bitcoin, la tecnologia delle blockchain non è destinata a scomparire.

Anzi c’è anche chi ritiene che potrebbe rivelarsi un’ottima arma contro le fake news. Cosimo Spera, uno degli imprenditori italiani più attivi dal 2001 nella Silicon Valley (in California era arrivato a Berkeley come professore di matematica applicata) ne è convinto e ne ha discusso al Politecnico di Milano a un evento dedicato proprio a questo tema. (http://www.deib.polimi.it/ita/eventi/dettagli/1425). Nel corso di questo convegno è stato presentato un nuovo framework tecnologico basato sulla tecnologia blockchain (un libro mastro distribuito) che propone il problema de “le fonti certificate”, “il tracciamento delle notizie”, “il montaggio e la pubblicazione” su reputazione e mezzi fidati. Inoltre un recente studio “Digital News Report”, condotto in oltre 20 paesi e pubblicato da Reuters nel 2017, mostra, tra le altre cose, le fonti di consumo di notizie per età. Le tendenze mostrano come le fonti online e di social media sono al 70% per la fascia di età 18-24 al 60% per il gruppo 25-34 e al 50% per il gruppo di 35-44 mentre le fonti tradizionali di notizie come la televisione sono preferite dalla fascia di età di 55+.

I dati indicano che sono lette sempre più notizie dai social media e dalle fonti online, il problema di impedire a fake news di influenzare il comportamento individuale e collettivo e in definitiva i processi democratici crescerà esponenzialmente. I recenti fatti che hanno caratterizzato la corsa presidenziale americana devono essere una riflessione per tutti indipendentemente dall’appartenenza politica.

Una notizia, ad esempio: un’informazione degna di nota, segnalata online può essere trattata come una “risorsa digitale” collegata a una “fonte certificata” e pubblicata su piattaforme di trasmissione digitale “affidabili e rispettabili”.

«Quando il fenomeno Bitcoin è esploso – dichiara Cosimo Spera in un intervista rilasciata al Sole 24 Ore – la vera novità che avrebbe cambiato il modo in cui operiamo nel futuro era la sottostante tecnologia a supporto, chiamata blockchain. Ho cominciato ad interessarmi di blockchain per eliminare il problema dei biglietti falsi per eventi sportivi, musicali. Il problema principale è che oggi milioni di Italiani si fidano di cosa leggono su Facebook o su Twitter e questo è un dato accertato. Che poi queste informazioni vengano diffuse da “agenti stranieri” è anche questo un fatto. Per esempio, le elezioni presidenziali americane sono state condizionate dal risultato di tre Stati: Michigan, Wisconsin e Pennsylvania per una differenza totale di meno di centomila voti. Dato il costo basso dell’informazione molti attori avrebbero potuto impattare l’esito con un investimento di meno di 250mila dollari». «La fake news che ha riscosso la mia attenzione è stata quella che Papa Franceso avesse dato il suo “endorsement” a Donald Trump. La notizia ha raggiunto oltre un milione di utenti».

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