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ISVN Io Sono Valentina Nappi

Chi è Valentina Nappi?
La famosa pornostar italiana è la protagonista di Io Sono Valentina Nappi, il nuovo cortometraggio di Monica Stambrini che la ritrae oltre gli stereotipi. Con musiche di Bello Figo, Le Luci della Centrale Elettrica e Heroin in Tahiti.

Si chiama ISVN – Io Sono Valentina Nappi il secondo cortometraggio, dopo Queen Kong, coprodotto dalla regista Monica Stambrini e dalla pornostar Valentina Nappi. La trama è semplice. Valentina arriva a Roma nello studio di un artista che non conosce ma che è disposto ad ospitarla. Rimasta sola la Nappi si farà raggiungere da un amante per fare l’amore. L’operazione è complessa. Siamo davanti a un’esposizione dei corpi che parla il linguaggio del porno ma che nel ricalcarne lo schema lo fa implodere. La nudità non rivela nulla se non altro da se stessa. Tra un amplesso e l’altro, nel desiderio selvaggio e giocoso di lei e nelle immagini senza ombra degli organi sessuali si insinua un movimento anarchico, di certo l’occhio curioso della regista, che indaga il mistero di una donna e del sesso senza volere – o forse senza potere – dare per forza una risposta.

Monica Stambrini ha fatto parte del gruppo Le Ragazze del Porno, un collettivo di videomakers autofinanziato per realizzare corti pornoerotici sulla scia del progetto Dirty Diaries della regista indipendente svedese Mia Engberg. Sul loro manifesto si può leggere: “Difendi il diritto di essere arrapata. La sessualità maschile è considerata una forza della natura che va soddisfatta a tutti i costi. Quella delle donne viene accettata solo se si adatta ai bisogni dell’uomo. Sii arrapata a modo tuo”. Da lì l’idea di ragionare su un porno femminista che, secondo un’altra regista svedese, Erika Lust, è “sessualità e piacere senza stereotipi”. Una battaglia per legittimare il desiderio femminile e per superare tabù e pregiudizi nei confronti delle donne.

Per Valentina Nappi l’intento dei corti è solo l’inizio di una grande progetto: “Queen Kong e ISVN rappresentano i primi passi di un progetto che mira a estendere, raffinare e potenziare il linguaggio pornografico; riportare il porno nelle sale cinematografiche; invadere col porno gli ambienti della cinematografia d’essai e della cultura d’avanguardia; contribuire alla dissoluzione dei generi e all’introduzione sempre più massiccia di elementi pornografici nel cinema. Non si tratta di punti d’arrivo, ma di punti di partenza, spunti creativi che si spera ispirino idee fresche che anticipino e catalizzino trasformazioni progressive nella società”.

La prossima occasione di vedere ISVN sarà il 28 giugno al cinema Metropol di Cava De Tirreni (SA), alle ore 21 e alla presenza della regista e attrice. Per ora il corto è stato presentato in alcuni festival e nelle città di Milano, Bologna e Roma dove è stato accolto con molta partecipazione. Al Viva Erotica Festival di Helsinki quella di Valentina Nappi è stata giudicata come “la sua performance più coraggiosa, un incontro crudo, onesto e intimo con una donna che esprime il suo potere erotico, emotivo ed intellettuale”.  Sempre a riguardo del corto Stambrini aveva affermato: “ISVN non è propriamente un porno-porno e nemmeno un documentario, quanto piuttosto un film di ricerca dove – più ancora che con Queen Kong – cerco di avvicinarmi a Valentina e al linguaggio pornografico. Con questo lavoro cerco di rispondere ad un quesito artistico: Il sesso può essere narrativo? Può farsi racconto?”. Da qui ripartiamo per fare alcune domande alla regista.

Realizzando il documentario hai trovato risposta alla domanda se il sesso possa essere narrativo?
“In effetti sì – perché il sesso in ISVN è effettivamente narrativo, si prende il suo spazio di racconto e ci dice qualcosa dei due protagonisti, del loro carattere, del loro rapporto. Ci dice anche che il sesso è normale. Una ragazza dopo la proiezione a Milano (che aveva acceso un vivace dibattito) ha detto che vedendo il film ha pensato: Anche io sono Valentina Nappi!”

Dicci qualcosa di Valentina Nappi che non sappiamo.
“Questa domanda sarebbe da fare a lei (anche se probabilmente potremmo già immaginarci la risposta). ISVN stesso vuole rappresentare una Valentina Nappi che non conosciamo, cerca di riprenderla mentre fa cose “da umana” che non siamo abituati a vederle fare, come lavarsi i denti fare pipì ecc. Perché le star – e ancor di più le pornostar – offrono pubblica una parte di sé e di conseguenza ne tengono privata un’altra. Ma noi vogliamo tutto di loro. Vogliamo possederle interamente. Ma è un desiderio destinato alla delusione perché è illusionario – non si può mai avere tutto di una persona, o no?”

Qual è il lato più punk di questo film?
“L’improvvisazione. Nel pensarlo, nel girarlo, nel produrlo. ISVN è stato realizzato come un lavoro di ricerca, autoprodotto (da me e da Valentina), senza preoccuparci di dove sarebbe approdato – senza un committente. Non sapevo nemmeno quanto sarebbe durato. Questo approccio ci ha lasciato completamente libere. Sapevamo di avere PornHub come potenziale distributore ma con la mia presenza – irriducibilmente regista di cinema – e con il desiderio di Valentina di andare nelle sale, di portare il porno al cinema, volevamo passare per i festival, come con Queen Kong, che era stata (ed è tuttora perché QK continua a girare nei festival di tutto il mondo) un esperienza abbastanza unica”.

Perché la gente dovrebbe venire a vedere ISVN?
“Non sono brava a vendere me stessa a parole (perché è bello!) – però io se fossi la spettatrice correrei a vedere ISVN per vari motivi: 1. perché è un film e un genere diverso e tutto ciò che vuole essere innovativo nel cinema mi attira. 2. perché c’è del sesso esplicito e fruirne in sala, con altre persone, è ancora un’esperienza abbastanza rara. 3. banalmente, perché tutti ne parlano”.

Come hai scelto le musiche del documentario? Hai avuto contatti con gli artisti? E quale è stata la loro reazione?
“Bello Figo non l’ho scelto ma si è imposto da solo quando ho sentito il suo pezzo Io sono Valentina Nappi. Infatti ho intitolato così anche il film e mi ha aiutato a mettere a fuoco e a capire che cosa veramente volevo guardare. Ispirata poi da Bello Figo ho pensato che coinvolgere altri autori italiani, con dei brani anche popolari, potesse essere fantastico. Così ho chiesto un aiuto a Tiziana lo Porto che mi ha messo in contatto con Vasco Brondi il quale ha accettato subito.
Anche con Queen Kong mi sono resa conto che questa faccenda del “porno” genera delle reazioni forti e molto nette: o di rifiuto o di adesione. Con gli artisti il più delle volte è di adesione. Per questo mi piace coinvolgere altri artisti – è un lusso che con questi lavori mi posso permettere anche se sono a basso budget. Infatti anche con gli Heroin in Tahiti è andata così: quando ho incontrato Francesco De Figuereido mi ha detto al volo: sì, mi piace lo facciamo. E infatti poi, in quanto Nero, hanno anche curato la locandina e i titoli del film”.

È vero che state cercando una distribuzione e festival a cui essere invitati?
“Sì, è vero. Io ovviamente sto mandando il film ai festival (erotici e non) e altri festival si fanno il passaparola quindi mi stanno contattando per avere entrambi i film. (Ora che scrivo sto volando a Madrid al Filmadrid con QK e ISVN e mi avevano contattata loro dopo aver sentito parlare dei film da Olaf Moller – curatore di Viva Erotica di Helsinki). Purtroppo invece con queste proiezioni a singhiozzo (o a evento) il passaparola non è possibile perché uno non fa a tempo a sentir parlare del film da chi l’ha visto la sera prima che il film già non c’è più. Per questo mi piacerebbe trovare una distribuzione cinematografica ma mi rendo conto che con il VM18 ci sono ancora troppi limiti”.

Quali sono i limiti di questa operazione, a parte la maggiore età?
“I limiti sono di pubblicità – un VM18 non può essere pubblicizzato in tv né nei cinema (con l’anteprima dei trailer). Ma questo potrebbe non essere così un problema perché i social e i media dedicano molta attenzione alla parola “porno” e a Valentina Nappi. Però poi subentra il secondo limite, ovvero che la maggior parte dei cinema indipendenti italiani sono proprietà della chiesa e fanno parte dell’ACEC, e dunque non gradiscono ospitare questo genere di film. A Roma ad esempio, dopo avere bussato invano alle sale cinematografiche, la proiezione di ISVN è stata fatta in uno dei pochi cinema porno rimasti, il Blue Moon”.

Dopo Queen Kong e ISVN ci saranno altri lavori con Nappi? Oppure vorresti lavorare anche con altre pornostar, e con chi?
“Vorrei fare ISVN 2,3,4,5 e 6. Mentre montavo ISVN ho pensato: questo dovrebbe essere uno di 6. È come una serie. Ne vuoi di più. Rispetto all’idea di lavorare con altre pornostar, in verità no. Non ho nessuna intenzione di diventare di maniera. Ho voglia invece di realizzare un film – un lungometraggio – che sto scrivendo e che parla anche di sessualità. Avrò ovviamente bisogno di attori e attrici, e spesso le star aiutano a mettere in piedi un progetto. Se poi saranno porno o no questo per ora non me lo chiedo”.

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