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Incredibile scoperta a Sacco, decine di tende fra droga sesso e rock ...

Incredibile scoperta a Sacco, decine di tende fra droga sesso e rock …

Una frase attribuita a Oscar Wilde afferma: «Non esistono domande imbarazzanti, bensì risposte imbarazzanti».

Per Sonia Forrer, del gruppo di opposizione l’Altopiano cambia passo: «Se il sindaco si è “beccato” l’applauso ironico del pubblico quando ha detto che gli era passata la voglia di rispondere alle interrogazioni, non lo deve certo alle nostre domande, bensì alla sua risposta. E poi alle interrogazioni non si risponde perché se ne ha voglia: si risponde perché lo dice la legge».

Il fatto è riferito al consiglio del 16 luglio, convocato su richiesta delle minoranze che, congiuntamente, avevano insistito per smaltire la mole di ormai oltre 20 interrogazioni inevase.

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«La più datata è dell’aprile 2017» spiega ancora Sonia Forrer. «Dall’inizio dell’anno ci sono stati 4 consigli: in quello di aprile il sindaco disse che avrebbe pianificato una nuova seduta, proprio per smaltire le interrogazioni. Non lo ha mai fatto. Nella seduta del 16 luglio gli ho ricordato questo fatto e lui ha negato, ma è stato smentito da un rappresentante della sua stessa maggioranza».

Il consiglio del 16 luglio venne sospeso perché la maggioranza lasciò l’aula facendo mancare il numero legale. Poi a soli 4 giorni, il 20 luglio, era convocato un altro consiglio, stavolta su iniziativa della maggioranza.

La quarta seduta del 2018, il 31 luglio, prosecuzione di quella del 16, non è nemmeno iniziata visto che della maggioranza c’era solo il sindaco.

«Qui c’è un gravissimo problema politico: la maggioranza si sottrare al confronto e nega la democrazia. Mi chiedo se non ci sia anche un problema legale. Dicono che non li facciamo lavorare ma è falso: la maggioranza ha i numeri per votare ciò che ritiene e se si dice che la nostra richiesta di convocare un consiglio è stata aggressiva, io dico al contrario che è stata difensiva, un modo per difendere il diritto di porre interrogazioni e far valere il confronto democratico. Come potremmo “boicottarli”? Sono loro che boicottano noi impedendoci di svolgere il nostro ruolo».

La mancanza di risposte alle interrogazioni è stata denunciata anche al Servizio autonomie locali che, spiega ancora Sonia Forrer: «Ha richiamato il sindaco ben tre volte. Ma torniamo alla seduta del 16 luglio, in cui la maggioranza ha parlato di un insulto partito dal pubblico, che peraltro nessuno della minoranza ha sentito. Se il pubblico si comporta male, c’è una procedura stabilita dal regolamento: il presidente può fare un richiamo e tentare di far riprendere la seduta, oppure chiedere l’allontanamento di chi ritiene si comporti male. Qui, invece, se un argomento non piace la maggioranza se ne va».

Cosa faranno ora le minoranze? «Stiamo decidendo, loro hanno l’arma di non convocare il consiglio e, se viene convocato, di disertarlo. Teniamo presente che ognuno di noi ha un lavoro e preparare e partecipare a un consiglio comporta un impegno. Impegno che, in queste settimane, la maggioranza ha calpestato».

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