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Il vostro nuovo autista: la vostra macchina – cosa sono le auto a...

Il vostro nuovo autista: la vostra macchina – cosa sono le auto a…

Ad una conferenza sulle nuove tecnologie in via di sviluppo tenutasi a Washington il Senatore G. Peters, parlando delle auto a guida autonoma, ha detto: “Questa è probabilmente la più grande novità che ha colpito l’industria automobilistica da quando la prima auto è uscita dalla catena di montaggio”. E in effetti sembra che questi nuovi veicoli stiano velocemente passando dall’essere una nuova frontiera della tecnologia ad essere cosa da tutti i giorni. Fantascienza? Lontano futuro? Alcuni veicoli, come ad esempio alcuni treni delle metropolitane di Londra e Milano, o treni veri e propri in Australia, sono già completamente autonomi. Anche nell’ambito aerospaziale si stanno facendo e si sono fatti molti studi sulla “guida” autonoma. I piloti dispongono già di un grande aiuto da parte dei sistemi elettronici di controllo, oltre anche ad un autopilot che può entrare in funzione nelle situazioni meno rischiose o dare un aiuto nelle fasi più delicate di decollo e atterraggio.

Il sodalizio di automazione e robotica non comprende solo le macchine che effettivamente non hanno bisogno di un guidatore, ma passa, per raggiungere questo obiettivo, attraverso diversi livelli di autonomia della macchina, per così dire. Per fare un po’ di chiarezza in merito, la Society of Automotive Engineers (SAE) International, società internazionale di ingegneria automobilistica, ha determinato sei gradi di automazione per le automobili:

 

Livello 0 – Nessuna automazione

La guida è del tutto in mano a chi sta dietro al volante, l’unico aiuto sono le classiche spie sul quadro, come quella per l’olio o l’indicatore della benzina.

 

Livello 1 – Assistenza al guidatore

Il guidatore è ancora al comando, l’auto può “sostituirlo” solo in una funzione alla volta. Classici esempi sono il Cruise Control o vari aiuti nella frenata, dalla semplice assistenza in caso di inchiodata, al frenare automaticamente in caso di pericolo.

 

Livello 2 – Automazione parziale

L’auto può eseguire autonomamente almeno due funzioni, almeno in alcune situazioni. Tipicamente si parla di controllo di frenata, accelerazione e sterzata. Chi guida però dev’essere pronto a intervenire in ogni momento e quindi tenere bene sotto controllo la situazione.

 

Livello 3 – Automazione condizionata

L’auto può praticamente guidare da sola in alcuni contesti, ma chi è alla guida deve comunque prestare attenzione ed essere pronto a prendere in mano la situazione in ogni momento. È l’auto stessa che informa il conducente se è necessario un intervento, utilizzandolo come una sorta di sistema di sicurezza. È però considerato il sistema più pericoloso: le persone spesso ripongono troppa fiducia nella tecnologia e smettono di prestare attenzione.

 

Livello 4 – Alto livello di automazione

L’auto, in molti scenari, è in grado di guidarsi da sola; è dotata di diversi sistemi di back-up, oltre a quelli principali di controllo, ed è in grado di essere sempre operativa. Se incontra una situazione che non è in grado di gestire, richiede l’assistenza del conducente. Se l’aiuto umano non dovesse essere immediatamente disponibile, accosterebbe e si fermerebbe. È il primo tipo di auto effettivamente definibile come a guida autonoma.

 

Livello 5 – Totale automazione

La macchina è autonoma in ogni circostanza, gli umani a bordo sono semplicemente passeggeri. Per questo livello ci sono veicoli in fase di prova, ma nessuno effettivamente in commercio.

 

Ovviamente ogni casa progetta in maniera diversa le sue automobili, anche quelle a guida autonoma, però il principio di funzionamento è sempre lo stesso. Il veicolo crea e mantiene aggiornata una mappa dei dintorni, grazie ad un complesso sistema di sensori basati su diverse tecnologie, dal laser alle telecamere, passando per il radar. Il sistema poi elabora tutti questi dati, riconoscendo edifici, pedoni, biciclette, ostacoli di vario genere ed altri veicoli, di cui riesce anche a capire il tipo, aggiornando continuamente la mappa.

Grazie ad un complesso sistema di algoritmi ed alla possibilità di imparare dalle situazioni precedenti, crea un percorso da seguire e un insieme di azioni da compiere, tenendo in considerazione sia il percorso scelto dall’utente che le azioni che gli altri potrebbero compiere. In questo modo la macchina è in grado di comportarsi circa come un guidatore normale, solo che lei non può contravvenire al codice della strada, se non per situazioni di emergenza; insomma, parcheggi in doppia fila decisamente non previsti.

Nel prossimo articolo vedremo un po’ di esempi attuali in fatto di guida autonoma e quali sono le prospettive per il futuro, compreso quale impatto potrebbe avere sulle nostre vite. Chissà, magari sarebbe anche la fine delle arrabbiature dovute all’incapacità dell’automobilista proprio davanti a voi e mentre siete di fretta, per lo meno se la macchina a guida autonoma ce l’ha lui.

 

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