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Il 'rock' di Nestorovski: "A Palermo ho tutto, il goal è come il sesso"

Il ‘rock’ di Nestorovski: "A Palermo ho tutto, il goal è come il sesso"

Ilija Nestorovski, unica nota lieta del Palermo, si racconta: “Il Napoli, la Juve, il Real? Voglio essere felice, se sto in panchina non lo sono”.

Con 9 reti in 23 presenze è il bomber principe del Palermo nonchè l’unica nota positiva della pessima stagione rosanero. Ilija Nestorovski, intervistato dal ‘Corriere dello Sport’, si confessa senza peli sulla lingua.

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“Mi chiedono: il Napoli, la Juve, il Real? Voglio essere felice, se sto in panchina non lo sono”, spiega il macedone, che evidentemente preferisce essere protagonista in un piccolo club piuttosto che un comprimario in una big.

Se c’è una cosa che non è mai mancata a Nestorovski è l’autostima: “Ho sempre creduto di essere un grande, di poter sfondare. La mattina mi alzo e sono allegro, faccio quello che mi piace e con entusiasmo. Non sono come altri che sognano Real Madrid o Barcellona, Ronaldo o Messi, cerco la mia felicità. Se guadagno qualche soldo in più meglio. Ma la mia vita è bella… Ho una moglie fantastica, una bambina magica, la piscina, gioco in A, ho soldi, tutto”.

Per l’immediato i suoi traguardi sono chiari: “Intanto aiuto il Palermo a salvarsi. Non penso ad altro fino al termine della stagione“. A livello individuale, invece, Nestorovski vuole “diventare capocannoniere in A”. E poi… “essere il migliore, sempre. Del resto, anche a carte con mia moglie o a palla con mia figlia, voglio solo vincere. Se sei il migliore, gli occhi saranno puntati su di te. Prima non avevo grandi squadre o soldi. Oggi sono in paradiso. Qui a Palermo rappresento un simbolo, vivo bene, è la mia dimensione. Posso andare anche a Roma o a Torino ma se non gioco il fuoco si spegne”.

Nestorovski è anche un tipo molto superstizioso: “Una volta in Croazia segnai con le mutande blu e chiesi a mia moglie di conservarle solo per la partita. Se faccio goal, ripeto gesti e situazioni. Comunque debbo essere il primo ad entrare in campo. Contro il Napoli, ho preso un’omelette a colazione e ora continuo a farlo”.

Alla domanda su quale sia il suo goal più bello l’attaccante del Palermo risponde così: “L’avrei segnato a Buffon se non avessi preso la traversa. Mi resta quello in Zapresic contro Istra: palla a giro all’incrocio dal limite. Quello che vorrei segnare? All’ultimo minuto, decisivo, su rigore e col cucchiaio. Magari domenica…”.

Per Nestorovski è il goal è qualcosa di speciale: “E’ gioia. Prima, anche con un cinque a zero in tasca, se non segnavo, era come se non avessi vinto. Ora sono cresciuto. Totti urlava da ragazzino che il goal è come un bacio? Per me è il sesso…”.

 

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