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Future Sex

Future Sex

2011. Emily è “single, eterosessuale e femmina” e crede ancora che presto le sue esperienze con il sesso giungeranno ad un epilogo. Troverà un altro essere umano con il quale resterà ancorata “nella stazione d’arrivo della nostra vita: il futuro”. Vive a New York, fa la giornalista e da qualche tempo ha iniziato ad interrogarsi sulla situazione sentimentale e sessuale delle persone che conosce, rendendosi conto che mentre le relazioni e le persone che si frequentano cambiano, il linguaggio utilizzato è sempre lo stesso. Così, nel 2012 decide di andare a San Francisco, la città che in quegli anni “l’America aveva assegnato alle persone convinte che l’amore libero fosse possibile”; il paradiso della libertà e dei diritti civili, in cui ovunque campeggia il logo di Google e la maggior parte della popolazione, tra i venti e i trent’anni, fa lavori creativi guadagnando bene. È qui che Emily esplora il mondo degli incontri online e delle chatroom; delle relazioni poliamorose e della meditazione orgasmica; partecipa al celebre Burning Man in Nevada, un festival in cui ricchi annoiati pagano per godersi due giorni di sesso e droga, e assiste a orge estreme e riprese di pellicole porno con le attrici Princess Donna Dolore, Penny Pax e Belladonna. E dopo un po’ di tempo, si accorge di essere cambiata, che il suo punto di vista è mutato, che la sessualità ha poco a che fare con l’atto sessuale in sé, spesso determinato da regole e convenzioni…

Non fatevi trarre in inganno dal titolo: Future Sex, della giornalista e scrittrice newyorchese Emilly Witt, non parla del sesso del futuro. Tutt’altro. Affronta attraverso la struttura del reportage romanzato, totalmente in prima persona, il livello che le pratiche sessuali, a qualsiasi altezza e di ogni tipo, hanno raggiunto oggi, nell’era di internet e della velocità siderale delle informazioni. Partendo dalle considerazioni personali sulla propria sessualità (ci saranno in tutto il libro), Emily Witt decide di esplorare un mondo che non conosce e non le appartiene. Così, da New York, una città la cui amministrazione ha una “visione tecnocratica della sessualità”, si sposta nella West Coast, in quella California che molti usano come alibi per abbandonarsi ai piaceri del sesso anticonvenzionale. Quello descritto dalla Witt è lo scontro tra due modi di vivere e pensare: da una parte, il sesso monogamico, standard, dall’altra la libertà della sperimentazione, le relazioni poliamorose, la pornografia estrema. “Pensavo che la promiscuità fosse una cosa per i giovani e che le relazioni monogame durature fossero più adulte; fare sesso occasionale con regolarità per un numero interminabile di anni era deprimente. La natura arbitraria di quelle correlazioni non mi era mai passata per la testa”. In questo modo, il suo viaggio diventa occasione per affacciarsi su un universo sconosciuto, su un sottobosco antropologico che la trasforma; e la sessualità diventa strumento, attraverso una scrittura che oscilla in modo costante tra giornalismo, autoanalisi e analisi sociologica, per descrivere un’umanità diversa, che non ha paura di nascondersi e decide di vivere a pieno le proprie pulsioni. Future Sex, dunque, si rivela un libro schietto e al contempo inquieto, costruito attraverso una scrittura in continua tensione tra la necessità dell’oggettività e le incursioni di un io narrante che da spettatore privilegiato si fa sempre più protagonista. Un saggio che non dà risposte e non vuole darle; che s’interroga sul presente tenendo d’occhio chi la Storia la costruisce: le persone. Perché “l’America aveva tantissimo rispetto per il futuro degli oggetti, e meno per il futuro dei rapporti umani”. E il futuro, per Emily Witt come per tutti quanti, è indecifrabile, “una storia culturale che sconcerta, difficile da capire”.

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