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"Fate l'amore senza paura!": dai libri al porno, un tuffo nella ...

"Fate l’amore senza paura!": dai libri al porno, un tuffo nella …

“Compagni! Fate l’amore con gioia e senza paura!”. L’esortazione viene da un documentario che, negli anni ’70, “istruiva” i cittadini nella Germania Est. Mentre una voce spiega in modo altisonante perché il sesso fa bene, le immagini mostrano coppie che lo praticano. E ai “consigli” si alternano cori che intonano motivetti tipo “Partito comunista, mio amatissimo, mio fiore profumato”… Il documentario riemerge dalla Storia a Reggio Emilia, nelle stanze di “SexRevolution!” a Palazzo Magnani, una delle 13 mostre del calendario principale di Fotografia Europea. 
Le foto sono numerose ma in questo caso il ’68, la rivoluzione e i turbolenti cambiamenti nella società negli anni Settanta sono raccontati anche attraverso gli oggetti: libri, filmati d’epoca, locandine delle pellicole più scabrose, persino pubblicazioni porno.
Così, dopo una prima foto che ricorda i giovani di Woodstock, ecco una stanza che racconta sessuologi, filosofi, letterati, come il tedesco Wilhelm Reich che “inventa la rivoluzione sessuale“, il rapporto fra sesso e letteratura e la persecuzione dell’erotico. Personaggi che, fin dalla prima metà del Novecento, studiavano (con tanto di esperimenti più o meno avveniristici) la correlazione fra la sessualità, la salute e l’energia del corpo umano.

Il racconto di un decennio che ha segnato radicalmente la società italiana prosegue: si può così scoprire una confezione della prima pillola anticoncezionale, lanciata negli Stati Uniti nel 1960, un dispositivo “massaggiatore”, le prime riviste con foto di donne nude (ma nemmeno troppo, come la star anni ’50 Liri St. Cyr). Playboy e l’erotismo patinato, ma anche i giornali spinti come “Le Ore”, “Lui”, “Men” e “Mandrillo”; quest’ultimo si definiva “settimanale umoristico” e in una copertina del ’72 metteva Brigitte Bardot. I titoli potevano essere alquanto improbabili, come “Arriva l’amplesso in scatola”, “Le mutandine della speranza” o “Le foto segrete dei porno-spettacoli che vedremo in televisione”. Sulla stampa comparivano foto di nudo ma anche – come appare da alcuni “pezzi” in mostra – articoli sulla morale sessuale, i cambiamenti normativi ad essa legata, attacchi alla censura… 
Ciò che si racconta a Palazzo Magnani per alcuni è Storia, per altri (più o meno bei) ricordi. Bando alla morbosità comunque: questa è una mostra accurata, sebbene i temi siano “delicati”, specialmente per il pubblico più giovane. Le ricche spiegazioni sulle pareti possono venire in aiuto per capire l’evoluzione del costume nel tempo e magari i motivi di una esplosione verso nudità e linguaggio disinvolto, in contrapposizione alla morale più conservatrice del tempo. Su un giornale si discute il caso di una donna che a Aukland è stata condannata a pagare ben 35mila lire di multa perché, durante una riunione pubblica, ha pronunciato parole giudicate sconvenienti per una signora come “merda”, “vacca” e – la goccia che ha fatto traboccare il vaso – “fottere”. 

Interessanti i video che accompagnano foto e memorabilia. Da segnalare quello del 1976 con una ragazza che parla a un’assemblea di giovani e fa emergere una doppia contraddizione di quegli anni. Lei dice “no” alla visione della donna come “angelo del focolare” e, in epoca di radio libere, persino come “angelo dei dischi” che aiuta l’uomo. Dice no alla morale comune che pretende le donne vergini fino al matrimonio ma respinge anche un certo approccio maschilista della “rivoluzione“, secondo cui per essere davvero anticonformista le ragazze avrebbero dovuto accettare qualunque richiesta dei “compagni”. 
Il percorso non esclude il rapporto fra rivoluzione sessuale e cinema. Ed ecco le locandine di film dimenticati dai più, come “BobCarolTedAlice”, che ammicca agli scambi fra coppie e “Atti impuri all’italiana”, ma anche “Porci con le ali”, fino al cinema d’autore che si lascia contaminare. L’impero dei sensi e Ultimo tango a Parigi su tutti. In quegli anni tumultuosi poteva capitare di incrociare un fumetto su “Pravda”, una ragazza bella, moderna e disinibita, che con le amiche non esita a picchiare uomini forzuti e ad assaltare un supermercato in sella a una moto. 
La visita finisce al piano terra, con la stanza V.M.18. Si chiama proprio così. E’ la sezione con i pezzi di porno classico, che hanno fatto epoca a loro volta, dal film “Gola profonda” ai libri su gay e orge, fino ai film in pellicola da 8 mm, da vedere con un proiettore.
“SexRevolution!”: una mostra forse non per tutti ma per molti. E da vedere. 

Dove:
Palazzo Magnani, corso Garibaldi 29 – Reggio Emilia

Orari: 
Dal 25 aprile al 15 luglio, venerdì sabato e domenica e festivi h 10-20
Aperture straordinarie: 25, 26, 30 aprile e 1° maggio h 10-20; sabato 19 maggio (notte dei musei) aperto fino alle 24. 

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