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Fake news: perché le notizie false viaggiano più veloci di quelle ...

Fake news: perché le notizie false viaggiano più veloci di quelle …

Uno studio, pubblicato recentemente su Science, di Vosoughi, Roy e Aral del dipartimento delle scienze dei media del Massachussets Istitute of Technology, ha mostrato come la diffusione delle fake news su twitter sia significativamente più veloce e su larga scale rispetto alle notizie vere, per tutte le categorie d’informazione, a causa del fenomeno del retweeting.

 

Messaggio pubblicitario Il fenomeno delle “fake news” o notizie false, cioè quelle notizie che imitano nella forma i contenuti delle informazioni dei media ma che non hanno nulla del consueto processo organizzativo né dell’intento per cui quelle accurate vengono diffuse (Lazer, Baum, Benkler et al., 2018), ha acquisito notorietà a seguito delle elezioni presidenziali americane del 2016 che hanno portato al comando Donald Trump.

Questa vittoria politica da parte di Donald Trump, data per irrealizzabile fino all’ultimo dai sondaggi e dagli exit-pole diffusi tramite social network, ha evidenziato in modo marcato la potenziale pericolosità delle notizie inaccurate in quanto esse hanno abbattuto le barriere istituzionali contro la disinformazione nell’epoca di internet. Dal momento che le nuove tecnologie e piattaforme social consentono una diffusione rapidissima, su larga scala e in tempo reale, la pericolosità del fenomeno risiede nell’enorme portata che ha assunto riuscendo ad influenzare in modo profondo non solo decisioni in ambito politico ma anche finanziario (Rapoza, 2017) e a divulgare contenuti falsi su attacchi terroristici (Starbird, Maddock et al., 2014) e calamità naturali (Mendoza, Poblete et al., 2010) solo con un semplice twit.

Ma perché le notizie false viaggiano più veloci di quelle vere e perché le persone appaiono più propense a ritwittare informazione non vere e accurate?

Per rispondere a queste domande, lo studio di Vasoughi, Roy e Aral (2018) ha investigato la diversa diffusione di notizie verificate e di fake news tramite Twitter tra il 2006 e il 2017, prendendo come riferimento 126.000 storie twittate da 3 milioni di persone più di 4,5 milioni di volte.

I risultati sono stati a dir poco interessanti: le notizie false hanno una probabilità di essere ritwittate del 70% rispetto quelle notizie confermate e con fondamento, determinate dal confronto tra le cinque maggiori organizzazioni mondiali d’informazione. L’analisi, compiuta tramite un algoritmo, ha mostrato come le informazioni ritenute vere, con un range di accordo tra il 95 e il 98%, vengano diffuse più lentamente rispetto quelle false e vengano considerate e ritwittate da un bacino minore di utenti, mentre le news sulla politica e sulle cosiddette “leggende metropolitane” siano tra le più diffuse, con una velocità pari ad un contagio virale (Vasoughi, Roi, Aral, 2018).

In aggiunta a ciò, i ricercatori del MIT, autori dello studio, hanno evidenziato paradossalmente come gli utenti che maggiormente ritwittano notizie false hanno un numero minore di “follower” e a loro volta seguono pochi utenti e sono meno attivi su Twitter.

Messaggio pubblicitario Per eliminare ogni tipo di distorsione nella traiettoria di diffusione delle news su Twitter, gli autori hanno inoltre distinto i dati provenienti dagli account di Twitter appartenenti a persone reali da quelli automatici-robotici, scoprendo che le notizie false erano prodotte soprattutto dagli account degli utenti “reali” anziché da quelli automatici, dimostrando come la causa di questa diffusione di notizie false sia dovuta al comportamento umano (Vasoughi, Roi, Aral, 2018).

Secondo Vasoughi e colleghi (2018), la ragione di tale rapidissima diffusione risiederebbe nella novità: sembra infatti che le false notizie rispetto a quelle confermate abbiano una componente maggiore di novità percepita dagli utenti che li attrarrebbe e che farebbe sì che le prime risaltino rispetto le seconde nel grande bacino dei tweet. Inoltre un’analisi delle parole scelte dagli utenti per i loro tweet e, quindi, del loro contenuto emotivo ha evidenziato come quelli falsi infondano paura, disgusto e sorpresa mentre quelli veri siano caratterizzati maggiormente da tristezza, anticipazione e fiducia (Vasoughi, Roi, Aral, 2018).

In conclusione gli esiti di tale ricerca hanno evidenziato come sia il comportamento umano a contribuire maggiormente alla diffusione di notizie false e pertanto gli interventi che possono essere messi in atto per contrastare la disinformazione dovrebbero essere caratterizzati anche dall’apprendimento di strumenti che aiutino gli utenti online a non accettare acriticamente le informazioni sulle piattaforme social (Lazer, Baum, Benkler et al, 2018).

Consigliato dalla redazione Quando la realtà diventa un’opinione. Fake news: che cosa sono e come prevenirleBibliografiaLazer, D.M., Baum, M.A., Benkler, Y., Berinsky, A.J., Greenhill, K.M., Menczer, F., Schudson, M. (2018). The science of fake news. Science, 359(6380), 1094-1096.Mendoza, M., Poblete, B., Castillo, C. (2010, July). Twitter Under Crisis: Can we trust what we RT?. In Proceedings of the first workshop on social media analytics (pp. 71-79). ACM. DOWNLOADRapoza, K (2017). “Can ‘fake news’ impact the stock market?”. Forbes, 26 February 2017; www.forbes.com/sites/kenrapoza/2017/02/26/can-fake-news-impact-the-stock-market/.Starbird, K., Maddock, J., Orand, M., Achterman, P., Mason, R.M. (2014). Rumors, false flags, and digital vigilantes: Misinformation on twitter after the 2013 boston marathon bombing. iConference 2014 Proceedings.Vosoughi, S., Roy, D., Aral, S. (2018). The spread of true and false news online. Science, 359 (6380), 1146-1151.

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