lunedì , novembre 19 2018
Home / Social Network / Facebook perde i teenager, preferiscono Snapchat. E Zuckerberg …
Facebook perde i teenager, preferiscono Snapchat. E Zuckerberg ...

Facebook perde i teenager, preferiscono Snapchat. E Zuckerberg …

Facebook sta perdendo giovani utenti, che preferiscono Snapchat. È quanto emerge da uno studio di eMarketer, secondo cui nel 2018 meno della metà dei ragazzi americani tra i 12 e i 17 anni userà il social network più grande al mondo almeno una volta al mese. La società di ricerca sostiene che il gruppo guidato da Mark Zuckerberg quest’anno perderà 2 milioni di utenti con un’età inferiore ai 25 anni, mentre Snapchat ne attrarrà 1,9 milioni intorno a quell’età. Snapchat recentemente ha aggiornato la propria app, rendendola più semplice da usare e separando le interazioni con gli amici dalle notizie provenienti dai media.

La crescita degli utenti che usano Facebook almeno una volta al mese, secondo eMarketer, arriva principalmente dalle persone su di età e non dai giovani. Per l’analista di eMarketer, Debra Aho Williamson, «Snapchat potrebbe registrare una crescita di utenti da parte di una fascia di utenti di età più alta, dal momento che sta ridisegnando la propria piattaforma in modo da renderla più facile da usare». Resta da vedere, ha spiegato l’esperto, se «gli utenti più giovani continueranno a considerare Snapchat attraente se sempre più genitori e nonni lo useranno. Questo è il problema in cui si trova Facebook». Nonostante il calo di popolarità tra i giovani, Facebook è destinato comunque a restare il social network più utilizzato nel 2018, con 169,5 milioni di utenti statunitensi contro gli 86,5 milioni di utenti americani di Snapchat. (Messaggero)

Nel numero di marzo Wired ha raffigurato in copertina Mark Zuckerberg con il viso tumefatto per simboleggiare i due anni appena trascorsi (da fine febbraio 2016) come i più difficili per Facebook, che, evidentemente, dal duello n’è uscito malconcio. La rivista ha intervistato, in forma anonima, 51 persone, tra ex e tuttora dipendenti, che hanno raccontato, con storie diverse, la stessa trama: “… Una società e un Ceo, il cui tecno-ottimismo è stato schiacciato quando ha appreso la miriade di modi in cui la piattaforma può essere utilizzata in modo dannoso”. E ancora una compagnia scioccata dall’elezione del presidente Trump, avvenuta anche per ‘colpa’ di Facebook incapace di gestire le fake news russe, anzi ne ha “tratto solo profitto”, come denunciato dall’attore canadese Jim Carrey, che per protesta si è cancellato dal social e ha venduto tutte le azioni della società in suo possesso. Infatti solo nel mese di settembre 2017 Facebook ha rivelato che un account russo ha pagato 100mila dollari per circa 3mila post sponsorizzati destinati agli elettori statunitensi, si legge nell’articolo di Wired. Il mese successivo il ricercatore Jonathan Albright ha scoperto che i post di sei account di propaganda russi sono stati condivisi 340 milioni di volte. In più i dipendenti hanno svelato che Facebook “regolarmente, durante la campagna elettorale Usa, ha deliberatamente soppresso dal News Feed le notizie pubblicate dai giornali conservatori”.

Infine, negli ultimi capitoli della lunga inchiesta di Wired, emerge il tentativo della compagnia di “riscattarsi”, di “redimersi”. Anche perché se non lo fa il prima possibile diventa sempre più difficile frenare la fuga dal social network. Infatti prima delle recenti novità dell’algoritmo, negli Usa e in Canada 700mila persone si sono cancellate da Facebook negli ultimi tre mesi del 2017 e nello stesso periodo in tutto il mondo le ore trascorse sul social sono crollate di 50 milioni al giorno. Un ennesimo schiaffo a Zuckerberg. (Key4biz)

 

Leggi Anche

Facebook Messenger, i messaggi si possono cancellare

Facebook Messenger, i messaggi si possono cancellare

Facebook ha iniziato la distribuzione della nuova funzionalità “Unsend” di Messenger. Trattasi di un’importante novità …