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Ermafroditismo, cosa vuol dire essere sia maschio che femmina?

Ermafroditismo, cosa vuol dire essere sia maschio che femmina?

Nell’essere umano l’ermafroditismo è una condizione di cosiddetta intersessualità, nella quale coesistono caratteri sessuali maschili e femminili in una singola persona. Sebbene per molti animali si tratti di un fenomeno naturale, grazie al quale possono persino variare il proprio sesso in base ai cambiamenti sociali e ambientali, nella nostra specie, dove i due sessi sono separati sotto il profilo genetico, si tratta di un’alterazione dei processi legati alla differenziazione dei genitali, che interviene durante lo sviluppo dell’embrione (embriogenesi). Esistono alcune varianti di ermafroditismo e dipendono da come si manifesta la condizione.

Cos’è il vero ermafroditismo.

Per vero ermafroditismo si intende una condizione nella quale la persona presenta sia cellule XX, ovvero con profilo cromosomico femminile, che XY, con profilo cromosomico maschile. È estremamente rara e dal punto di vista medico si definisce “chimera genetica”. In un ermafrodita vero sono presenti sia il testicolo che l’ovaio, oppure un organo composto da tessuto intermedio fra i due chiamato “ovotestis”. Esso si osserva anche nell’embrione ed è l’insieme delle gonadi maschili e femminili indifferenziate, che nel corso dello sviluppo matureranno – o si atrofizzeranno – in base al sesso genetico del nascituro. In un vero ermafrodita interviene un’alterazione nella fase di differenziazione e può permanere l’ovotestis.

Pseudoermafroditismo maschile e femminile.

A differenza del vero ermafrodita, uno pseudoermafrodita possiede un sesso genetico preciso (XX o XY), tuttavia alla presenza di genitali da uomo o da donna – che possono non essere ben definiti – si accompagna un aspetto esteriore con caratteristiche dell’altro sesso. Tra esse vi sono ad esempio la comparsa di peluria, lo sviluppo delle mammelle, e altri caratteri sessuali secondari, come il timbro della voce. Lo pseudoermafroditismo può essere scatenato da alterazioni al sistema endocrino durante lo sviluppo del feto.

Come si manifesta l’ermafroditismo.

Dal punto di vista esteriore un ermafrodita può presentare organi sessuali maschili o femminili riconoscibili oppure una condizione intermedia fra i due. Il pene in un ermafrodita vero è piccolo, mentre nello scroto non sono presenti testicoli e la suddivisione ricorda quella delle grandi labbra. Spesso sono presenti una vagina e un utero, e talvolta anche una prostata. Si tratta di condizioni molto variabili che dipendono da quanto sia profonda l’alterazione emersa durante l’embriogenesi. All’arrivo della pubertà gli ermafroditi posso avere perdite ematiche parallele alle mestruazioni; in alcuni rarissimi casi, qualora il tessuto testicolare fosse ben sviluppato, può prodursi sperma fertile. Di conseguenza un ermafrodita può essere in grado di concepire. L’organizzazione delle gonadi può presentarsi in diverse configurazioni: testicolo da un lato e ovaio dall’altro; ovotestis in entrambi i lati oppure ovotestis da un lato e tessuto testicolare o ovarico dall’altro.

L’autofecondazione è possibile?

In molte specie animali ermafrodite, come ad esempio le lumache, l’autofecondazione è una strategia riproduttiva vincente in determinate situazioni. Nell’essere umano, trattandosi di una condizione scaturita da un’alterazione durante lo sviluppo, si tratta di un evento altamente improbabile se non impossibile, come sottolineano gli esperti di medicina riproduttiva. Non si conoscono casi ufficiali di ermafroditi rimasti ‘incinti’ per autofecondazione, tuttavia sta facendo discutere quello di un 55enne biellese, che asserisce di attendere un figlio proprio a causa di essa. I medici sono estremamente scettici al riguardo e sarebbe necessaria una laparoscopia per determinare l’esatta natura della gravidanza dell’uomo, padre di tre figli.

Diagnosi e trattamento.

Il sesso di un individuo viene determinato all’atto della nascita dopo l’osservazione dei genitali esterni, una procedura non sempre possibile in presenza di un ermafrodita a causa di possibili condizioni ambigue. Il personale sanitario procede così con una serie di esami (genetici e istologici) per definire il sesso genetico dell’individuo, attorno al quale – e in base alle evidenze esterne -, col supporto della famiglia si decide quale trattamento fornire, al fine di privilegiare l’uno o l’altro sesso. Terapie ormonali e interventi di chirurgia plastica – ad esempio l’ablazione dei genitali non prominenti – sono le procedure standard per trattare l’ermafroditismo. Particolarmente importanti sono l’ambiente in cui cresce il soggetto e l’approccio psicologico durante l’intero percorso, viste le possibili conseguenze di scelte che non soddisfino l’orientamento psichico dell’ermafrodita.

[Foto di StockSnap]

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