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eHealth 2019, tra telemedicina, Skype e intelligenza artificiale

eHealth 2019, tra telemedicina, Skype e intelligenza artificiale

Il 2018 è stato un anno cruciale per l’innovazione della salute, ma il 2019 sarà ancora più ricco di novità. Le principali società tecnologiche stanno investendo grossi capitali nel settore dell’assistenza sanitaria, vediamo insieme quali.

Articolo tratto dall’eBook gratuito di key4biz ’Tech Trend 2019‘.

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Google ha condotto importanti studi sull’intelligenza artificiale; Apple ha prodotto sistemi sanitari weareble come l’ultimo Apple Watch e Amazon ha annunciato il lancio di un’assistenza sanitaria con Berkshire Hathaway e JPMorgan.

 

Inoltre gli investimenti delle start-up sanitarie hanno superato i 6,8 miliardi di dollari nel 2018, ben oltre il totale dell’anno precedente.

 

Dunque la tecnologia sta causando una “svolta” nell’assistenza sanitaria, dall’analisi dei big data e della storia clinica dei pazienti applicando il machine learning: dai miglioramenti in fase diagnostica alla possibilità di somministrare cure personalizzate in base al corredo genetico dell’individuo.

 

Telemedicina e Teleriabilitazione

La digitalizzazione in sanità diventa dunque una straordinaria opportunità per realizzare sistemi di assistenza a distanza, la cosiddetta telemedicina, ma anche una più efficace modalità di ADI, assistenza domiciliare integrata, attraverso sistemi intensivi praticati dal professionista sanitario a casa del paziente, o in strutture ambulatoriali del territorio.

 

È impensabile oggi non programmare il futuro delle pratiche di continuità assistenziale, senza tener conto di quanto offre l’eHealth. Un esempio può essere la teleriabilitazione.

 

Una singola piattaforma integrata potrebbe soddisfare i bisogni di una fetta della popolazione molto più ampia. Permetterebbe ai diversi professionisti della riabilitazione di erogare a distanza trattamenti diversificati da un’unica postazione remota. Così il paziente dimesso precocemente riceverebbe un trattamento domiciliare intensivo, che prevede cioè tre ore di trattamento ognuna per differenti settori specifici (motorio, logopedico, cognitivo). In questo modo sarebbe possibile garantire il percorso riabilitativo assicurando un trattamento che sostenga la continuità assistenziale riabilitativa del paziente dimesso a casa precocemente.

 

Oltre la telemedicina nel 2018 c’è stato il boom della telepsichiatria – usata in un quarto di tutte le pratiche psichiatriche degli Stati Uniti, dove secondo un recente sondaggio risulta già particolarmente popolare.

 

Intelligenza artificiale il nuovo ‘faro’ della sanità

La Sanità è uno dei settori che presenta una serie di casi di successo in merito all’adozione di tecnologie di intelligenza artificiale per un motivo molto semplice: perché le applicazioni per l’eHealth sono davvero tante. Si va dal monitoraggio in remoto delle condizioni di salute grazie ai wearable device all’effettuazione di test di routine senza l’intervento del medico, fino al calcolo delle probabilità che un paziente sia affetto da una malattia.

 

Ne traggono vantaggio le strutture ospedaliere, ma anche il sistema sanitario di interi Paesi, grazie alla riduzione dei costi di ospedalizzazione.

 

Grandi sono anche le promesse dell’intelligenza artificiale per la previsione e prevenzione di malattie o epidemie su larga scala. I quadri manageriali intervistati nella survey Artificial intelligence: The next digital frontier? di McKinsey dichiarano di aspettarsi un aumento dei profitti di cinque punti percentuali nei prossimi anni, grazie all’utilizzo di queste nuove tecnologie.

 

Ma la strada verso il futuro non è tutta in discesa i quanto esistono preoccupazioni legali e di data ownership.

 

E in Europa? In Regno Unito la riforma della sanità prevede visite mediche via Skype

In Europa lo stato sicuramente più attivo nel settore eHealth è il Regno Unito. Ad inizio 2019 il governo del Regno Unito ha presentato una profonda riforma del servizio sanitario nazionale (Nhs) che prevede, tra l’altro, come gran parte delle visite mediche avvengano tramite video-telefonate con l’utilizzo di piattaforme internet, quali Skype.

 

La riforma inglese punta in particolare su un ampio utilizzo delle nuove tecnologie. L’obiettivo è duplice: risparmiare fondi e offrire in maniera stabile un miglior servizio ai pazienti. Milioni di appuntamenti con gli operatori sanitari dovranno avvenire in forma digitale, e questa diventerà la norma.

 

Il governo britannico ha fissato l’obiettivo di 30 milioni di visite mediche all’anno, un terzo del totale, che dovranno essere effettuate via Skype, smartphone ed altre nuove tecnologie.

 

Nel presentare la riforma, la premier May ha dichiarato che la misura segna “un momento storico per i pazienti di tutta la nazione” e che consentirà al servizio sanitario inglese di competere con i migliori servizi sanitari pubblici del mondo. Da parte sua Simon Stevens, direttore dell’Nhs in Inghilterra, ha promesso di metter fine al modello “antiquato e insostenibile” di appuntamenti negli ambulatori e ospedali pubblici come avviene da 70 anni.

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