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Domani la conferma: Civica Trentina entra nel centro destra ...

Domani la conferma: Civica Trentina entra nel centro destra …

Speciale Elezioni provinciali 2018

Continua la carrellata di interviste che vedono protagonisti i candidati politici che parteciperanno alle elezioni amministrative provinciali del 21 ottobre 2018.

Oggi ci siamo spostati in val di Cembra ad incontrare Michael Moser, 21 anni, residente con la famiglia a Palù di Giovo.

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Nel 2016 Michael si è diplomato presso l’Istituto Agrario di S. Michele all’Adige nel corso “Agraria, Agroalimentare e Agroindustria, Articolazione: Viticoltura ed Enologia”.

Attualmente studia giurisprudenza presso l’Università di Trento.

Nel 2017 è entrato in AGIRE per il Trentino dove ricopre i ruoli di Coordinatore per la Valle di Cembra e l’Altopiano di Pinè e di responsabile del programma.

«Una vita vissuta sul filo del fuori gioco, come Pippo Inzaghi – afferma Michael sorridendo – sempre concentrato su libri, su quanto c’è da fare per la val di Cembra e i numerosi amici»

Michael Moser sarà fra i candidati più giovani il 21 ottobre, ma la sua motivazione ed il suo entusiasmo sono quelli dell’uomo esperto che va subito al sodo senza fronzoli.

Qual è stato il percorso che ha portato alla sua candidatura per Agire per il Trentino?

«Finite le scuole, dopo il diploma avevo presentato una “tesina” sul possibile inserimento della val di Cembra nel patrimonio dell’Unesco e durante una ricerca sul web mi sono accorto che Claudio Cia aveva presentato una mozione in tal senso. Ho subito scritto a Claudio che mi ha, cosa rara per un politico, voluto incontrare l’indomani. Confrontandomi con lui ho capito che le nostre idee collimavano perfettamente. Quando mi è stato chiesto di entrare nel movimento ho fatto alcune riflessioni e ho deciso di entrare e poi candidare»

60 giorni per conquistare un voto in più degli altri candidati, come pensa di riuscirci?

«La base da cui parto è la gente della val di Cembra e i giovani. Sarà necessario far capire a tutta la valle di Cembra che avere un proprio rappresentante in consiglio provinciale significa portare avanti le rivendicazioni, le esigenze e risolvere i problemi del territorio. Una valle senza un referente in provincia è come andare in tribunale senza un avvocato».

Le prime tre cose sintetiche che farà se sarà eletto in consiglio provinciale?

«Lavorerò sui tagli della burocrazia che oggi è un costo altissimo per la comunità e per la nostra economia. Poi è necessario risolvere l’annoso problema dell’acqua degli agricoltori, e in terza battuta lavorare per poter far accedere al mondo del lavoro più rapidamente i giovani. Da tenere d’occhio anche la sicurezza della valle. Un fenomeno, quello della criminalità, che è in aumento e che si sta spostando dalla città verso le valli»

Resterà attivo nel partito e nel territorio in caso di sconfitta?

«Sicuramente si, anche perché voglio dare il mio apporto in altre elezioni»

Quanto spenderà per la campagna elettorale?

«Intorno ai 1.000 euro»

Quali sono i temi che affronterà in campagna elettorale?

«Agricoltura, l’artigianato, i giovani, gli aiuti agli imprenditori e la valorizzazione dei prodotti del Trentino».

Cosa ne pensa del governo di centrosinistra che ha governato nell’ultima legislatura?

«Un governo inutile, perché non ha portato a nessun cambiamento essenziale. Un governo che si professava autonomista e che invece si è prostrato ai diktat di Roma e di Bruxelles»

Chi butta dalla Torre fra Ugo Rossi e Paolo Ghezzi e Carlo Daldoss?

«Mettiamo una poltrona sulla torre e li lasciamo scannarsi fra di loro, sono convinto che si butteranno loro dalla torre»

Cosa ne pensano famigliari a amici della sua discesa in campo?

«All’inizio c’era una pochino di preoccupazione, poi vedendo i risultati del 4 marzo e viste le mie motivazioni la mia famiglia mi ha sostenuto. Anzi, il nonno, che ha partecipato in passato alle campagne elettorali di Sergio Casagranda, (NdR – storico autonomista insieme a Puner e Fedel) è il mio più grande fan»

Ha dei rimpianti nella vita?

«Troppo giovane per averli»

Qualche rimorso?

«Nessuno»

Che hobby ha?

«Leggo, guardo la Televisione e adoro stare con gli amici»

L’ultimo libro che ha letto?

«Sono 3. “Falce e carrello” di Bernardo Caprotti, (patron di Esselunga) poi “made in America” di Sam Walton, (fondatore della catena di supermercati Walmart leader mondiale nel settore della GDO) e  “Vendere tutto” di Jeff Bezos (inventore di Amazon)»

Che musica ascolta?

«Di tutto un po’, anche se ultimamente mi sono avvicinato alla musica Country vecchio stile».

Beatles o Rolling Stones ?

«Beatles»

Che macchina ha ?

«Non ho la macchina, non mi piace guidare»

Il 4 marzo alle politiche nazionali per chi ha votato?

«La lega»

Ha un politico di riferimento Italiano?

«Sì, Luca Zaia, che ho seguito quando era ministro dell’agricoltura»

E qui in Trentino?

«Fra gli ex Luis Durnwalder, per il nuovo che avanza sicuramente Claudio Cia che rappresenta la grande novità del centrodestra» 

Preferisce l’auto o la bicicletta?

«Nessuna delle due»

Soldi, successo o potere?

«Potere»

Cosa le fa più paura nella vita?

«Ho paura per il mio futuro, perché la politica non da nessuna certezza ai giovani»

Lei abita a in Valle di Cembra, quali sono le priorità in quella zona?

«Riportare lavoro e sviluppo nella valle e valorizzare il territorio sia a livello di marketing che nelle infrastrutture»

Si ricorda di un’occasione in cui si è trovato in difficoltà e ha dovuto chiedere aiuto a qualcuno?

«In generale cerco di essere indipendente»

Avrebbe mai pensato di presentarsi alle elezione provinciali di una regione?

«si, fin da piccolo è stata una mia aspirazione»

Quale qualità e difetto si riconosce?

«Mi ritengo persona tenace ed intraprendente, per il difetto sono piuttosto testardo e timido»

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, ira accidia, Gola a quali dei vizi capitali associa il suo nome ?

«Mi rivedo nell’avarizia, ed essendo un politico schierato nel centrodestra la ritengo una qualità che metterò al servizio della comunità per il taglio delle spese inutili»

Dica la verità uscirebbe a cena con , Lucia Borgonzoni, Maria Elena Boschi, Mara Carfagna, Alessandra Moretti, Daniela Santanchè, Virginia Raggi o Giulia Bongiorno.

«Credo sceglierei di uscire con Mara Carfagna, la ritengo una bella donna»

Cosa ne pensa dei matrimoni Gay e delle adozioni?

«Favorevole alle unioni civili, giusto che abbiano una forma di tutela, contrario assolutamente alle adozioni, un bambino deve avere una mamma e un papà»

Qual è stato il momento più soddisfacente della sua vita?

«Gli ultimi 3 anni delle scuole superiori sono stati molto appaganti, merito anche di una classe eccezionale con dei ragazzi davvero speciali»

Se potesse incontrare una persona famosa, chi incontrerebbe e perché?

«Steve Bannon, il responsabile della campagna elettorale di Donald Trump. Lui ha portato alla vittoria un cavallo su cui non puntava nessuno. Un grande».

Gioco di squadra o in solitaria?

«Parto insieme alla squadra, ma se per arrivare all’obiettivo non vengo seguito vado da solo impegnandomi 4 volte tanto pur di arrivare allo scopo»

Quando è stata l’ultima volta che ha pianto?

«Quando mi sono infortunato giocando a calcio, mi sono scheggiato il menisco e sfilacciato i legamenti. Ho dovuto per questo abbandonare lo sport»

Carne o pesce?

«Carne»

Lago, Mare o montagna

«Mare»

Cosa le manca di più?

«Forse i compagni di classe delle superiori»

Se fosse un animale?

«Uno scarafaggio, che è l’unico animale che sopravviverebbe in caso di bomba nucleare.»

L’ultimo viaggio che ha intrapreso?

«America, in California con mia sorella, molto bello.»

Il suo sogno?

«Riuscire a diventare un politico amato dalla gente»

Cosa guarda in Tv?

«Vedo poca Tv, solo i Telegiornali e la rassegna stampa»

Qual è stato l’avvenimento di cronaca che l’ha maggiormente segnata?

«È un avvenimento di cronaca trentina, lo scandalo della Cantina di Lavis»

Per cosa sarà ricordato?

«Per essere stato l’uomo che ha unito le due sponde della val di Cembra portando sviluppo e lavoro»

È pronto ad essere uno dei protagonisti politici del grande cambiamento del Trentino?

«Certamente»

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