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“Dirigo una scuola di 1143 alunni!” – Intervista a Valeria Doratiotto ...

“Dirigo una scuola di 1143 alunni!” – Intervista a Valeria Doratiotto …

Ricordo Valeria Doratiotto Prinsi quale giovane e brillante collega per parecchi anni (ma non saprei dire esattamente quanti) al Liceo di Lugano 1, il vecchio venerabile liceo di viale Cattaneo, che ha 114 anni. Valeria era destinata a “fare carriera” ed eccola direttrice di un grande istituto. Quando mi domandano: “Quanti allievi ha Lugano 1 ?” io rispondo invariabilmente: mille, poiché non sono aggiornato. 775 quindici anni fa, 1143 oggi: mi domando dove li mettano.

Sono veramente felice che la Direttrice abbia accettato di rispondere – esauriente e precisa, e su questioni di vivo interesse per tutta la cittadinanza – alle domande di Ticinolive. Valeria, grazie.

Negli ultimi mesi si è parlato a lungo della scuola ticinese e delle possibilità di riformarla. Ma qual è la situazione in un liceo del Cantone? Quali sono i maggiori ostacoli che incontrano gli allievi e come si può aiutare a superarli?

Professoressa Doratiotto, quali sono le cifre che meglio descrivono la situazione del Liceo di Lugano 1? Quanti iscritti ci sono in media ogni anno? Stanno aumentando o diminuendo?

Il Liceo di Lugano 1 (LiLu1) è il più grande tra i licei del nostro cantone (in Ticino ci sono cinque licei: due a Lugano, uno a Bellinzona, uno a Mendrisio e uno a Locarno; l’istituto delle Scuole medie superiori (SMS) più grande è la Scuola cantonale di commercio (SCC) di Bellinzona, che rappresenta un unicum a livello cantonale). Quest’anno il LiLu1 ha registrato un record di iscrizioni, raggiungendo i 1143 allievi in totale, divisi in 54 classi. Queste cifre sono particolarmente significative se si pensa che nell’anno scolastico 2002/03 l’istituto contava 775 allievi, suddivisi in 38 classi; da allora si è assistito a un inarrestabile trend di crescita. Naturalmente, questo ha comportato anche un aumento del numero dei docenti, che sono passati da 94 nel 1997/98 ai 143 dell’anno scolastico in corso. Questi numeri sono legati al concetto di tasso di liceizzazione, vale a dire la percentuale di allievi che, una volta terminata la scuola media, decidono di iscriversi al liceo, tasso che nel nostro Cantone è particolarmente elevato, sfiorando il 35%, mentre nei Cantoni d’Oltralpe è assai minore (si aggira ad esempio nel Canton Zurigo attorno al 20%).

C’è un problema di dispersione o abbandono scolastico? Chi deve ripetere un anno di solito riesce a recuperare le proprie lacune l’anno seguente oppure abbandona gli studi liceali?

Senza dubbio, quello della dispersione scolastica è un elemento rilevante. Il tema è a maggior ragione attuale alla luce del nuovo Regolamento delle scuole medie superiori (in vigore dal 1° agosto 2016), che prevede non si possa ripetere l’anno scolastico più di una volta nell’arco dei primi tre anni. Attualmente, nelle classi prime del LiLu1 ci sono 45 alunni ripetenti: una decina di questi sta affrontando l’anno senza insufficienze, una fascia intermedia incontra delle difficoltà superabili e circa un terzo presenta una situazione a rischio. Alla base, comunque, c’è il grande tema delle scelte dei ragazzi e delle ragazze e di quanto forte è la loro motivazione per portare a termine un percorso di tipo liceale. Un altro fenomeno preoccupante è quello dell’abbandono (al quale in diversi casi fa seguito una re-iscrizione per l’anno successivo) degli allievi del quarto e ultimo anno di liceo. Questi alunni, posti di fronte alla fine del percorso liceale, vivono crisi di varia natura (problemi di salute, disordini alimentari, fenomeni depressivi, assenza di motivazione). Un tempo il fenomeno era ristretto a un paio di casi all’anno al massimo; oggi invece si parla di una decina di giovani ogni anno, che richiedono da parte dei docenti e della Direzione una particolare attenzione.

Quali sono le caratteristiche principali dei curricoli di studio proposti? Sono state introdotte delle novità negli ultimi anni?

In seguito alla grande riforma delle scuole di maturità del 1995, l’allievo riveste un peso maggiore nella definizione del percorso di studi; sono state infatti introdotte maggiori opportunità di personalizzazione del programma di studi, ad esempio per quanto riguarda la gerarchia delle lingue, il percorso caratterizzante delle opzioni specifiche, il lavoro di maturità. Rimangono naturalmente gli indirizzi di studio (quelli che con una vecchia nomenclatura si definivano “classico”, “letterario”, “scientifico”, “economico”), il cui numero sta attualmente aumentando. Dall’anno scolastico 2014/15, infatti, è stata attivata in via sperimentale al Liceo di Lugano 1 e al Liceo di Bellinzona l’opzione specifica Musica e, a partire dal prossimo anno, sarà attivata quella di Arti visive presso il Liceo di Mendrisio. La Sezione dell’insegnamento medio superiore e il Collegio dei direttori SMS stanno inoltre elaborando il progetto di sperimentazione per l’ottava opzione specifica prevista dall’Ordinanza sull’esame svizzero di maturità, cioè l’opzione specifica filosofia/pedagogia/psicologia. A questo proposito è importante sottolineare che tutti i diversi curriculi liceali permettono di conseguire un attestato di maturità che dà accesso indiscriminatamente a tutte le facoltà universitarie.

Ci sono state di recente, oppure sono in programma, delle attività extracurricolari particolarmente degne di nota e/o che hanno visto un ampio coinvolgimento di allievi e famiglie?

Mi fa piacere poter parlare in questa sede della scuola di italiano per allievi migranti che è stata attivata presso il nostro istituto, sul modello della scuola Penny Wirton ideata in Italia da Eraldo Affinati. In questo progetto sono gli allievi del liceo a insegnare la lingua ai loro coetanei migranti. Si raggiunge in questo modo il duplice obiettivo dell’integrazione di chi arriva da paesi lontani, tramite una migliore conoscenza della lingua, e dell’educazione alla cittadinanza degli allievi che si mettono a disposizione volontariamente per insegnare. È notevole il fatto che quasi 70 allievi del LiLu1 si siano offerti volontari per insegnare l’italiano a una quindicina di migranti.

Come sono organizzati e come funzionano i rapporti tra docenti, alunni e famiglie? Quali sono le principali difficoltà che incontrate in quest’ambito?

C’è una percezione documentata della crescita di un disagio nei giovani, che non dipende solo dallo stress legato alla scuola, ma anche e soprattutto dalla loro vita esterna all’istituto. In simili situazioni, sono sempre fondamentali la collaborazione e il dialogo tra la scuola e la famiglia; in assenza di ciò, i problemi già esistenti si complicano. Un primo ostacolo si può incontrare quando si fatica a dialogare con la famiglia in merito a un eventuale ri-orientamento scolastico dell’allievo. Vi sono inoltre difficoltà di fronte all’assenza della famiglia o alla presenza di un nucleo familiare problematico: in entrambe le situazioni i ragazzi sono lasciati a loro stessi. Al liceo è necessaria una forte autonomia motivazionale, e un ragazzo di 15 o 16 anni, se lasciato completamente solo, fa fatica a trovare la forza e la costanza necessarie per portare a termine il percorso di studi.

A suo parere, quale sarà l’evoluzione dell’istituto nei prossimi anni? Quali sono le prospettive più probabili?

È sempre difficile fare previsioni sul futuro. Dal punto di vista logistico il nostro liceo si trova attualmente in un palazzo del 1904, che nei prossimi anni dovrà sarà oggetto di restauri; nel frattempo si parla di aprire un terzo liceo ad Agno, in modo tale che ogni istituto liceale del Luganese abbia circa 600-700 allievi. Da un punto di vista squisitamente formativo, le SMS saranno senza dubbio nei prossimi anni confrontate con i cambiamenti in atto presso la scuola media conseguenti al cambiamento del Piano di studio della scuola dell’obbligo, declinato per competenze. Per la sua collocazione all’interno del percorso di studi, il liceo si trova confrontato da una parte con una scuola media in fase di trasformazione e dall’altra con le richieste sempre più specifiche espresse dalle università.

In conclusione, nell’attuale epoca – che è contraddistinta da una forte specializzazione e frammentazione del sapere – il mio auspicio è che, almeno al liceo, si mantenga un approccio olistico al sapere. Il liceo, infatti, ha il compito di formare dei cittadini responsabili e non di parcellizzare le competenze per un fine contingente.

Esclusiva di Ticinolive

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