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Digital Relevance: così la tecnologia cambia il modo di utilizzare i dati

Digital Relevance: così la tecnologia cambia il modo di utilizzare i dati

Lo sguardo di IDC sul mondo del futuro incontra le innovazioni di SAP e Intel, tra i promotori del tour che fa conoscere i nuovi parametri competitivi della trasformazione digitale 2.0

SAP, IDC e Intel hanno portato a Milano la terza tappa di Innovators Circle – Digital Relevance, un tour che ha l’obiettivo di mettere in risalto alcuni progetti innovativi che hanno già cambiato i paradigmi di produttività all’interno delle aziende, a beneficio di clienti e utenti finali. A fare il punto sulla volontà dei promotori di sfruttare le nuove tecnologie per creare piattaforme uniche e ottimizzate è Luca Bucci, DGTAL Lead, EMEA South di SAP: «SAP stessa ha vissuto negli ultimi sette anni un digital transformation journey. Certo, abbiamo un vantaggio, quello di lavorare quotidianamente con dati e informazioni liquidi, quindi nativamente proiettati al contenuto in bit, ma per guardare al futuro non si può che provare direttamente a cambiare le strutture odierne, supportando il mutamento. In tal senso, la trasformazione dell’offerta SAP, con SAP HANA in prima battuta e successivamente con SAP Cloud Platform e SAP Leonardo, incarna esattamente gli imperativi dei nuovi modelli digitali presenti e futuri».


Le data company

Si tratta di una concezione pienamente condivisa da Intel, partner di SAP nella promozione di Digital Relevance. «Molti ci conoscono come produttori di hardware, chip in primis, ma Intel si sta trasformando velocemente in una data company che punta molto sull’integrazione di componenti fisiche in contesti che valorizzano il dato informatico – spiega Andrea Toigo, Regional Application Manager di Intel Corporation –  pensiamo all’IoT, che da trend prettamente commercial si sta ponendo sempre più come ambito interessante per una più ampia fetta di consumatori proprio a causa dell’inevitabile digitalizzazione del mondo e delle attività quotidiane». Per questo i processi di innovazione, oggi più che mai, si rivolgono non a una ristretta cerchia di persone ma a una platea più ampia, che ingloba fornitori, partner e fruitori. Ma in che modo vengono decise quali novità divulgare al pubblico e in che momenti della particolare storia di un’organizzazione o di un’azienda?

Nuovi segmenti da analizzare

Fabio Rizzotto, Head of Local Research Consulting di IDC Italia, ha svelato gli imperativi strategici che consentono alle tecnologie di affermarsi con una buona percentuale di successo. «Di sicuro si stanno confermando degli ecosistemi che fino a poco tempo fa non esistevano. Ad esempio la blockchain e le architetture IoT. Quello che serve è guidare il cambiamento attraverso una digital leadership coordinata, che sappia intercettare e gestire gli asset strategici poco evidenti ma con un grande potenziale. Non si tratta di abbandonare visioni e mission strategiche ma di spostare leggermente lo sguardo più in là, verso segmenti non più esclusivi ma capaci di influenzare settori differenti: la cybersecurity, il cloud, la data analytics real-time, l’engagement».

Smart data

Una testimonianza “fuori dal coro” che dimostra come la trasformazione digitale abbia l’opportunità di ampliare la visione informativa di un’azienda viene data da Peter Goerlich, Managing Director del 1899 TSG Hoffenheim, squadra di calcio tedesca che milita nella Bundesliga. «Siamo rimasti sorpresi di quanti dati extra si possano ottenere dall’analisi di un giocatore. Vada per le capacità balistiche, la tecnica, la resistenza, ma con SAP siamo riusciti a creare strumenti strategici che ci hanno restituito una serie di dati utili a capire ad esempio il livello di sopportazione di stress di un atleta, il modo in cui questo aumenta o diminuisce con l’evoluzione del suo corpo e se può rappresentare un problema in caso di trasferimento presso un’altra società».

Attualmente, l’Hoffenheim sfrutta gli smart data in tre ambiti: le analisi ai giocatori singoli, quelle che riguardano le prestazioni generali della squadra durante le partite e i trend comportamentali negli allenamenti. A completare il progetto di team intelligente, la società tedesca ha realizzato Footbonaut, un’area hi-tech che contiene sensori e rilevatori di movimento (alcuni anche indosso ai giocatori) con cui i tecnici ottengono informazioni specifiche sulle relazioni tra muscoli e potenza di tiro, per prevenire gli infortuni a seconda dell’età e del tipo di calciatore.

A concludere la giornata è Stefan Gasslitter, Direttore Generale di SIAG, società in-house per i sistemi informativi della Provincia Autonoma di Bolzano: «La Provincia sta lavorando con SAP allo sviluppo di un’architettura blockchain per migliorare l’efficienza dei processi digitali. La pubblica amministrazione, come qualsiasi azienda, deve abbracciare la trasformazione digitale per non restare indietro. Se le compagnie, con l’empasse, rischiano di sparire, la PA che rimane legata a vecchi metodi e strumenti finisce con il non poter fornire quei servizi che i cittadini si aspettano in un’epoca di estrema informatizzazione. Bisogna però distinguere la digitalizzazione con altre tendenze, pur importanti, ma meno rivoluzionarie, tra cui la dematerializzazione. Quello che deve cambiare è il business model dell’ente, un percorso continuo e costante di adattamento, prima delle menti e poi delle operazioni burocratiche. Il mezzo che abbiamo scelto per entrare direttamente nei paradigmi consolidati è la blockchain. Ciò ci ha permesso di approcciare un più breve e affidabile processo di ricezione e diffusione documentale, tale da porci come esempio e best practices anche al di fuori dell’Italia. La blockchain ha dato una svolta essenziale all’ottimizzazione della comunicazione end-to-end, che per noi vuol dire scambiare informazioni con altre pubbliche amministrazioni. In questo modo non solo velocizziamo le procedure ma le rendiamo anche più trasparenti, sia nei confronti di enti e fornitori che degli utenti, che più di altri hanno l’opportunità di beneficiare delle innovazioni sul territorio».

Videointervista a Stefan Gasslitter, Direttore Generale di SIAG

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