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Conquista la fiducia della famiglia, per violentare la figlia piccola ...

Conquista la fiducia della famiglia, per violentare la figlia piccola …

Veglie.
Con astuzia ha costruito una gigantesca ragnatela in cui la vittima è rimasta intrappolata a sua insaputa. Peccato che dietro i suoi modi apparentemente gentili, nascondeva un animo cattivo e una mente perversa.  È una storia squallida quella che vede protagonista F.C. queste le sue iniziali, 50enne di Veglie che per mesi ha assunto le vesti dello zio acquisito, del buon amico pronto a tendere una mano in caso di difficolta. Tutte queste attenzioni avevano purtroppo un doppio fine: quello di ‘conquistare’ la fiducia della famiglia e molestare senza destare sospetti la figlia 14enne della coppia, a cui si fingeva affezionato.
 
Il piano escogitato fa rabbrividire: non solo aveva ricoperto la bambina di attenzioni e regali per legarla a sé, ma si era intrufolato nella sua vita quotidiana: andava a prenderla a scuola, la portava in giro in macchina. E una volta ‘incantata’ ha iniziato ad abusare della poveretta. La rete si era chiusa, in tutta la sua crudeltà. Quello che è venuto dopo è stata un’escalation che non ha risparmiato la ragazzina da nessuna pratica sessuale o di violenza: l’ha drogata, l’ha fatta ubriacare, l’ha minacciata di morte, l’ha ricoperta di botte solo per costringerla a soddisfare le sue voglie. La cosa peggiore è che la famiglia non poteva sospettare nulla di tutto questo, i genitori si fidavano a tal punto da coinvolgere il 50enne nelle scelte educative di ‘Floriana’ – ovviamente il nome è di fantasia.
 
Una professoressa della 14enne, alcune amiche e infine i Carabinieri che hanno osservato e documentato i movimenti del 50enne hanno permesso di far cadere il velo di omertà e di vergogna che comprensibilmente avvolgeva la malcapitata. Il rapporto di dipendenza psicologica che era stato creato prevedeva anche l’ingrediente della gelosia che dava spessore alle squallide pratiche poste in essere dal 50enne.
 
Poi è stata scritta la parola fine grazie anche all’aiuto di una cooperativa sociale. La ragazzina, interrogata dal P.M. Stefania Minnini e successivamente nel corso dell’incidente probatorio dal GIP Cinzia Vergine, è riuscita a trovare il coraggio di raccontare gli orrori che fino ad allora era costretta a subire. Questa mattina, l’esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari, con divieto assoluto di frequentazioni diverse da coloro che eventualmente coabitino con il 50enne.
 
Ma la storia di “Floriana” potrebbe non essere la sola di cui si è reso responsabile F.C.. Da qui il fermo ed accorato invito a chiunque possa aver vissuto un’esperienza simile a rivolgersi ai Carabinieri per raccontare la propria storia.

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