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Come si è difeso Fontana dopo il "lapsus" sulla razza - AGI

Come si è difeso Fontana dopo il "lapsus" sulla razza – AGI

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Il giorno dopo la polemica sulle parole di Attilio Fontana, candidato del centrodestra al governo della Lombardia che ha paventato minacce alla “razza bianca” causate dall’immigrazione incontrollata, l’interessato prova a chiudere la polemica con un’intervista al Giornale, mentre Matteo Salvini blinda l’ex sindaco leghista di Varese. Da parte sua Berlusconi, in un colloquio con il Quotidiano Nazionale, prova a gettare acqua sul fuoco e parla di “espressione infelice”. In privato, però, avrebbe utilizzato con i suoi toni molto più duri.

Non sono razzista. A dimostrarlo ci sono anni di politica senza macchia”, assicura Fontana, che torna a definire “lapsus” la sua discussa esternazione. “La Lega non è razzista”, sostiene, “invece di razza dovevo dire popolo italiano o cultura nazionale che vanno difesi da un’invasione che rischia di distruggerci”. Secondo Fontana, “emigrare è la cosa peggiore che possa capitare, dobbiamo impedirla. Non possiamo accogliere un miliardo di persone”. Il candidato promette che non dirà piu’ ‘razza bianca’ “ma dirò sempre – si impegna – che la nostra gente e la nostra cultura vanno difese”.

Berlusconi: io l’ho detto che non era adeguato

“Ogni riferimento al concetto stesso di razza è ovviamente lontano dalla mia cultura e dai miei valori. In questo caso si è trattato di un’espressione infelice della quale l’avvocato Fontana, che è persona moderata ed equilibrata, si è gia’ scusato. Però trovo sia un grave errore focalizzare l’attenzione su una parola sbagliata e non sul rischio che l’Europa perda la sua identità per effetto di un atteggiamento sbagliato, rinunciatario, di un falso buonismo che spesso prende il posto del giusto rispetto per le altre culture”, è il commento rilasciato da Berlusconi a Qn, “questo fenomeno, sotto la spinta di ondate migratorie incontrollate, può minare le basi della nostra stessa civiltà”.

In privato, secondo un retroscena di Repubblica,  il Cav si sarebbe però sfogato così con i suoi: “Ecco a cosa porta l’inesperienza, quando dicevo che era uno uscito dal giro della politica da troppo tempo, mi riverivo proprio a questo”. “La paura è che uscite come queste possano terrorizzare l’influente borghesia milanese, che un suo peso sul voto lo ha”, sottolinea il quotidiano di Largo Fochetti, “ma anche che l’eco fuori confini dell’uscita sulla ‘razza’ possa imbarazzare ancor più i leader Ppe che ancora credono nel Berlusconi capace di arginare gli alleati populisti in Italia”.

Salvini: “Nessun passo indietro”

Passo indietro di Fontana? “Ma figurarsi… Di cosa stiamo parlando?”, è invece la risposta di Salvini, interpellato sull’argomento da Radio Anch’io. Per il leader del Carroccio “è incredibile come in Italia si riesca a parlare di un sostantivo e di un aggettivo e non del problema: la nostra cultura rischia di scomparire, Fontana dice che c’è un’invasione fuori controllo, parla di un rischio islamizzazione di cui parlava la Fallaci 15 anni fa. “Dobbiamo farne arrivare di più? I primi giorni di gennaio gli sbarchi sono stati più del 15% rispetto all’anno scorso e non se ne parla. Quotidianamente nelle cronache locali, ormai queste notizie sono confinate lì, ci sono furti, rapine e violenze sessuali ad opera di richiedenti asilo che nell’attesa si dedicano a delinquere. Io prendo atto che nelle carceri italiane quasi 40% sono immigrati. Se gli immigrati regolari sono l’8% e il 40% dei criminali sono immigrati c’è qualcosa che non va nelle percentuali”, conclude Salvini.

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