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“Come eri vestita?” In Villa Colombo a Magenta la seconda tappa ...

“Come eri vestita?” In Villa Colombo a Magenta la seconda tappa …

MAGENTA – Dalla Fabbrica del Vapore di Milano, dove è stata esposta per la prima volta in Italia, arriva a Magenta “Whatwereyouwearing?”, la mostra-denuncia promossa da Libere Sinergie in collaborazione con l’Università del Kansas che per prima ha ideato e lanciato il progetto.

Dal 22 al 25 marzo 2018 la mostra, con il Patrocinio del Comune di Magenta, verrà ospitata dalla Casa delle Culture di Magenta presso Villa Colombo, in collaborazione con Associazione tra artisti Ciridì, Associazione di Promozione Sociale Gruppo Grisù, Associazione Culturale Controvento e Istituto Superiore L. Einaudi di Magenta.

L’iniziativa si inserisce tra le azioni del progetto Lo sguardo delle donne. Crocevia di mondi nuovi, co-finanziato da Fondazione Ticino Olona.

La mostra sarà poi itinerante, in altri luoghi della Città Metropolitana e in varie città italiane, fino al 25 novembre, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, quando rientrerà a Milano.

Il progetto di Libere Sinergie, pienamente aderente a quello originario, si compone di un allestimento molto semplice: 17 testimonianze di violenza sessuale poste accanto agli abiti che vogliono rappresentare quelli indossati al momento dello stupro. Le storie sono state tradotte in quattro lingue – italiano, inglese, spagnolo e francese – con l’intento di rivolgere a un’ampia platea un messaggio che deve essere chiaro: “la violenza sessuale non è colpa delle vittime, qualunque cosa indossino”.

Il progetto originale prese forma nel 2013 da un’idea di JenBrockman, direttrice del Centro per la prevenzione e formazione sessuale del Kansas, e da Mary A.Wyandt-Hiebert, medica che sovraintende a tutte le iniziative e i progetti presso il centro di educazione contro gli stupri dell’Università dell’Arkansas.

“Com’eri vestita?” è la domanda che puntualmente, in tutto il mondo, le vittime di violenza si sentono fare dopo lo stupro. Una domanda che sottende in qualche modo la giustificazione del reato, come se la causa della violenza sessuale possa essere originata da un comportamento inopportuno della donna, in questo caso il suo modo di vestire, e non invece il comportamento criminale agito da uno o più uomini” spiega Nadia Muscialini, psicanalista esperta in prevenzione e contrasto alla violenza di genere, socia di Libere Sinergie.

La mostra è dedicata a Jessica Valentina Faoro, giovane ragazza milanese di 19 anni uccisa a coltellate dall’uomo che voleva abusare di lei e al quale si era ribellata. Jessica, vuole rappresentare tutte le donne vittime di violenze, abusi e femminicidi, nella speranza che questo ennesimo caso di cronaca porti alla mobilitazione delle istituzioni, delle associazioni e della cittadinanza al fine di trovare risposte reali nella lotta contro la violenza di genere.

 

La mostra a Magenta verrà inaugurata giovedì 22 marzo alle ore 18,30. Proseguirà, aperta anche alle scuole superiori interessate, venerdì 23 marzo, dalle 10,00 alle 14,00 e dalle 16,00 alle 20,00, sabato 24 marzo dalle 11,00 alle 21,00 e domenica 25 marzo dalle 11,00 alle 20,00.

Sabato 24 marzo lungo tutto il pomeriggio si alterneranno testimonianze in omaggio all’artista Pippa Bacca e al suo progetto itinerante nei territori di guerra, di cui ricorre il decennale della scomparsa, che tanto si adoperò in nome della pace e che pagò con la vita la sua scelta. Vi prenderanno parte diverse associazioni e gruppi, numerosi artisti italiani e stranieri, artigiani, tra cui Simona Lombardo con uno speciale abito da sposa realizzato a mano al telaio, e giovani dell’Istituto Einaudi legati al progetto Teatrando.

Jessica Valentina Faoro, la ragazza di 19 anni accoltellata in un appartamento di via Brioschi a Milano, in una foto tratta dal suo profilo facebook.

 

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