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Cinema, Noi: Jordan Peele torna con un horror d’autore

Cinema, Noi: Jordan Peele torna con un horror d’autore

Giudizio dell’autore:

I mostri sono il nostro doppio, in altri termini, tutto il male possibile è già dentro la nostra stessa anima. Questo il tema del film fanta-thriller-horror di questa settimana: Noi, scritto, diretto e sceneggiato da Jordan Peele. La storia racconta di una famiglia apparentemente serena e tranquilla che si accinge a passare una vacanza al mare sulle coste della California. Una sera, nel giardino della loro abitazione compaiono figure inquietanti e minacciose che, ben presto, si riveleranno essere esattamente la loro copia. Flash back: venti anni prima la giovane protagonista si smarrisce all’interno di un labirinto di un luna park che ricompare molti anni dopo nello stesso luogo.

L’arrivo dei “replicanti”, ma meglio sarebbe definirli doppioni, scatena una sequenza infinita di scene violente quanto, a volte, grottesche e surreali. La tensione cresce e il clima di terrore si diffonde dapprima in una loro famiglia di amici e successivamente in tutto il territorio. Ovviamente non sveleremo nulla su come si conclude la vicenda.

Si tratta di un film misto e frastagliato, forse troppo, dove si mescolano con troppa facilità e grossolanità i tratti caratteristici di generi forse troppo diversi tra loro per essere facilmente sovrapposti: la fantascienza per quanto gli esseri mostruosi potrebbero appartenere ad un altro mondo, l’horror con tutti i richiami possibili al sangue che scorre a volontà, il thriller per come si dipana il dramma e, infine, un pizzico di sociopolitica contemporanea. I veri mostri vivono dentro di noi, le nostre paure sono alimentate dalla stessa società nella quale viviamo, segnatamente secondo il regista, quella degli Stati Uniti. Lo stesso titolo, Noi, in inglese Us, gioca sul dualismo del riferimento al nostro doppio e al nome del paese dove si svolge la storia, gli Stati Uniti. Il Paese che da tempo vive momenti di forte scissione identitaria e dove, talvolta, si generano mostri alimentati dalla loro stessa natura, storia e cultura: vedi le ricorrenti stragi ad opera di criminali che comprano armi al supermercato come fossero pomodori.

Peele viene da un precedente successo ottenuto con Get Out (Oscar per la migliore sceneggiatura nel 2018) e indubbiamente conosce il mestiere del cinema e, ancor più, è capace di attingere a piene mani da tutti gli illustri precedenti dei generi che affronta. Vengono subito alla memoria titoli importanti come, ad esempio, La notte dei morti viventi di George Romero, come pure Shining di Stanley Kubrick. La relativa novità consiste nell’introduzione, in questa pellicola, di elementi diretti ed espliciti di umorismo o di satira sociale altrimenti assenti in film di questo genere. Ad esempio, il bambino si chiede “chi mi ha rapito? Terroristi o pervertiti”.

Non sembra però sufficiente mescolare, agitare tanti elementi, e scodellare due ore di pellicola per fare un buon film di questo genere. Tenere incollato lo spettatore richiede qualcosa di più e di diverso che Noi non è stato in grado di fare. Negli Stati Uniti, dove sta riscuotendo un significativo successo, potrebbe avere un senso narrativo che da noi forse sfugge, magari perché troppo legato a tensioni politiche e sociali che non ci appartengono. Comunque per chi ama questo tipo di pellicola, in questo periodo, non si trova di meglio.

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