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Cinema, ecco le novità per la visione nelle sale cinematografiche ...

Cinema, ecco le novità per la visione nelle sale cinematografiche …

Arriva una nuova regolamentazione delle tempistiche di uscita dei film in sala e sui successivi mezzi di sfruttamento, incluse piattaforme streaming. Il decreto che regola queste “finestre” è andato alla firma del ministro Alberto Bonisoli nei giorni scorsi ed è stato trasmesso agli organi di controllo (: Bonisoli firma decreto su finestre distribuzione: film prima al cinema, poi su altre piattaforme). Nella bozza del decreto si sottolinea l’opportunità di apportare alcune modifiche “al fine di rendere la disciplina più coerente con le attuali dinamiche di mercato nel settore audiovisivo”.

COSA CAMBIA

Il decreto definisce i parametri delle opere cinematografiche nazionali per essere ammesse ai benefici di legge: punto di partenza è l’accoglimento della prassi vigente che prevede una “finestra” di 105 giorni per tutti i tipi di film. Le regole proposte mirano, attraverso deroghe, a valorizzare le diverse tipologie di produzione nazionale, inclusi film low budget e dalle minori potenzialità di mercato, ampliandone così le possibilità di sfruttamento e di visione.

In particolare, nel decreto si evidenzia che la fruizione in sala cinematografica “costituisce la prima modalità di diffusione al pubblico dell’opera e, per un periodo di centocinque giorni decorrenti dalla data di prima proiezione al pubblico, l’opera non è diffusa al pubblico attraverso fornitori di servizi di media audiovisivi, sia lineari che non lineari, ovvero attraverso editori home entertainment”.

Le novità rispetto al decreto ministeriale del 14 luglio 2017 (“Individuazione dei casi di esclusione delle opere audiovisive dai benefici previsti dalla legge 14 novembre 2016, n. 220, nonché dei parametri e requisiti per definire la destinazione cinematografica delle opere audiovisive”) sono che – a condizione che nel periodo di programmazione cinematografica, non sia effettuata alcuna attività di lancio e promozione in merito alla successiva disponibilità dell’opera attraverso fornitori di servizi di media audiovisivi, sia lineari che non lineari, ovvero attraverso editori home entertainment – il termine di centocinque giorni è ridotto a:

dieci giorni, se l’opera è programmata in sala cinematografica per un numero di giorni, diversi dal venerdì, sabato, domenica e giorni festivi, pari o inferiore a tre.
sessanta giorni, se l’opera è programmata in sala cinematografica in meno di ottanta schermi e dopo i primi ventuno giorni di programmazione cinematografica ha ottenuto un numero di spettatori inferiore a cinquantamila.
BORGONZONI

Le regole proposte, ha spiegato la sottosegretaria con delega al cinema Lucia Borgonozoni, “mirano a venire incontro alle esigenze delle pellicole italiane che non riescono a rimanere in sala per un tempo sufficiente o che non hanno un riscontro di pubblico soddisfacente. Con le attuali prassi di mercato, anche questi film devono sottostare alla finestra di 105 giorni e, quindi, sono penalizzati perché non possono essere sfruttati e visti su altre piattaforme, se non dopo i fatidici 105 giorni e solo rispettando una rigida sequenza (dal 106° giorno pay-per view dal 181° giorno pay-tv e così via)”.

Inoltre, ha spiegato, con le regole, applicate al periodo 1 gennaio 2013 – 30 settembre 2018, oltre 750 film italiani su circa 1.000 avrebbero avuto la possibilità di essere visti su altre piattaforme molto prima dei 105 giorni previsti nelle prassi di mercato, con evidenti benefici sui ricavi complessivi.

BONISOLI

Annunciando la firma del decreto, Bonisoli ha sottolineato l’importanza di “assicurare che chi gestisce una sala cinematografica sia tranquillo nel poter programmare dei film senza che questi siano in contemporanea disponibili su altre piattaforme e quindi poter sfruttare appieno l’investimento che serve nel migliorare le sale, nel rendere sempre più ricche e sempre più emozionante sempre più in grado di dare un’esperienza unica”.

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