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“Bello, così no…”. Si conoscono si Tinder, decidono di non perdere ...

“Bello, così no…”. Si conoscono si Tinder, decidono di non perdere …

 

A chi piace il sesso violento (ma nei limiti) alzi la mano. Va bene anche non alzarla, ci mancherebbe, era semplicemente un trucco per dimostrarvi che a volte, anche ai più calmi, ai più rispettosi, ai più docili, un po’ di durezza fa bene. Sia chiaro, è uno di quei piaceri che deve essere bilaterale, del quale, insomma, entrambi i partner possono beneficiarne. Se invece diventa una richiesta (e un godimento) unilaterale, ovvero che proviene soltanto da una parte, beh allora, c’è un problema da risolvere. Altro caso, che poi si tratta di una vera e propria regola: se uno dei due decide che la cosa non va più bene e non deve essere portata avanti nel rapporto è importante riuscire a fermarsi, magari instaurando una parola d’ordine di disinnesco prima del rapporto, ovvero quando ancora la passione non ha preso il controllo del nostro corpo (e il sangue non si è trasferito completamente dal cervello al basso ventre). Possibile poi che, durante la consumazione di un rapporto occasionale, non si conosca affatto il gusto del partner e che ci si spinga semplicemente ad esaudire ogni perversione egoistica (tanto poi chi si rivede più…) senza pensare minimamente a cosa pensi l’altro di noi. (continua dopo la foto)

Ecco, è proprio in questi momenti che si possono commettere errori imperdonabili, dettati dall’impulso sessuale più animale, ma che può metterci davvero nei guai. Un fatto del genere è “raccontato” nella vicenda reale di un medico di 37 anni, che suo malgrado, è andato oltre ed ha finito per essere condannato per stupro e iscritto nel registro dei molestatori sessuali. Come riporta il Telegraph, il londinese Philip Queree è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale dopo quanto accaduto durante un rapporto, del tutto consensuale, con una donna conosciuta su Tinder. Durante il sesso, infatti, la donna aveva intimato a Queree di non tirarle i capelli o il seno, un comportamento reiterato con forza durante tutto il rapporto. (continua dopo le foto)

Per questo motivo la donna ha deciso di denunciare Queree, che alla fine è stato condannato per aver imposto con la forza, e senza l’assenso dell’interessata, le proprie azioni. Uno sbaglio probabilmente, uno sguardo malizioso che si è trasformato nel consenso di fare qualcosa di davvero “troppo”. Insomma può o non esserci intenzionalità in una circostanza del genere, è difficile giudicare soprattutto se non si era nella stessa camera da letto in cui c’era Philip e la sua occasionale compagna conosciuta su Tinder. Ma la giustizia ha sempre l’ultima parola e quantomeno ora il dott. Queree avrà modo di riflettere quantomeno sullo sbaglio commesso: fare sesso violento senza prima chiedere il permesso.

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