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Apple Watch 4, la recensione (a prova di runner)

Apple Watch 4, la recensione (a prova di runner)

Il feeling è quello di sempre, ma è più potente e con schermo più grande. Ma il nuovo smartwatch di Apple è ora un valido compagno d’allenamenti, grazie anche alla eSIM

foto: Wired Italia

Dopo l’entusiasmo degli ultimi anni, gli smartwatch hanno registrato un calo d’entusiasmo a livello di mercato, basti pensare che da gennaio a luglio 2018 la crescita si è ridotta di quasi un terzo rispetto al 2017 (dati Gfk). Durante l’ultimo evento Apple di presentazione dei nuovi prodotti invece, il Watch 4 ha rivestito un ruolo centrale, una supremazia a scapito dell’iPhone un tempo impensabile. Che a livello business sia quindi scoccata l’ora degli smartwatch o meno, per Apple questo tipo di prodotti riveste già ora un ruolo strategico. Considerato quanto fa scuola e viene presa come esempio l’azienda di Cupertino, il dato non è da trascurare.

Le tante migliorie del Watch Serie 4 rendono lo smartwatch della Mela più comodo, preciso e seguono il filone di quelle della Serie 3 che aveva rappresentato un netto passo in avanti. Il nuovo modello strizza un occhio più allo sport e al wellness che non al fashion, come era stato all’inizio dell’era Watch.

Alla classica domanda “vale la pena acquistarlo?”, la risposta può essere positiva se siete in possesso della Serie 2 o se pensavate comunque di dotarvi di uno smartwatch, negativa (considerato il prezzo del successore) se già si possiede un Watch 3.

Display più grande e fruibile
Le misure disponibili della Serie 4 sono due: 40 e 44 millimetri. Al solito indicano la dimensione dello schermo e rappresentano la prima grossa differenza che balza subito all’occhio (prima erano 38 e 42 mm). Il display mantiene la consueta forma rettangolare (niente passaggi rivoluzionari al tondo), ma ora è il 30% più grande e con una tecnologia LTPO pensata per ottimizzare l’efficienza energetica.

Dopo aver indossato il nuovo modello, in un primo momento la sensazione è quella d’avere al polso qualcosa di più ingombrante, ma subito ci si abitua, probabilmente anche perché il nuovo case è più largo, ma di qualche millimetro più sottile.

Il display ora risponde meglio a tutte le necessità d’uso, dall’utilizzo durante lo sport, alla visualizzazione delle notifiche nella vita quotidiana, passando per la pressione dei pulsanti virtuali. Una maggiore fruibilità che emerge soprattutto con le Complicazioni, l’insieme delle app visualizzate in un unica schermata, ora gestibile e in passato veramente “complicata”. Da segnalare anche l’evoluzione della Digital Crown, la corona laterale, con un feedback migliorato e una sensazione di ghiera meccanica per movimenti precisi.

In un mondo ancora in divenire come gli smartwatch, anche agli ingegneri Apple è apparsa chiara la comodità di rispondere alle chiamate direttamente dal Watch. Va in questo senso e lo abbiamo apprezzato in particolar modo, l’aumento di potenza del volume (raddoppiato) degli speaker, che abbiamo messo alla prova con successo persino nel traffico cittadino, alla guida dello scooter. La sensazione generale è quella di un sistema operativo più reattivo, data dal nuovo processore a 64-bit dual-core e dalla nuova GPU.

Addio iPhone, il Watch diventa autonomo
Quando accennavamo alla diretta concorrenza al classico smartphone, ci riferivamo al fatto che con Watch serie 4 GPS+Cellular è possibile utilizzare una eSIM per rimanere sempre connessi (anche senza dispositivo in prossimità) e condividere sia il proprio numero di telefono sia la propria offerta con Giga e minuti. Questa possibilità al momento in Italia è disponibile solo con Vodafone OneNumber, servizio già attivabile con un’offerta che prevede i primi tre mesi gratuiti e un costo di 5 euro al mese.

L’installazione è semplice e questo tipo di soluzione presenta evidenti vantaggi per chi esce per l’attività sportiva, in corsa o in bici, perché senza portarsi appresso lo smartphone è possibile sia ascoltare della musica, sia gestire le chiamate telefoniche o fare acquisti con Apple Pay.

Per l’ECG ancora qualche mese
Per quanto riguarda l’area sport e benessere, le novità sono sostanziali e vanno in tre direzioni: running, motivazione e condivisione, riconoscimento automatico dell’attività. La rilevazione dei battiti è ora molto più precisa, magari non ancora ai livelli della fascia cardio, ma non c’è più il margine d’errore di 5 (e a volte 10) pulsazioni che avevamo riscontrato con la serie precedente. Per necessità specifiche sul versante cardio esiste anche una nuova modalità di rilevazione: la corona laterale ha un sensore con elettrodi in titanio in grado di rilevare il battito quando è premuta con il dito. Non è ancora disponibile l’app per l’elettrocardiogramma di cui tanto si è parlato, che arriverà invece negli States per fine anno, e anche l’interfaccia dell’app Cardio meriterebbe una semplificazione. Interessante la novità delle notifiche basate sui battiti, che nel nostro caso da buoni sportivi abbiamo dovuto ri-tarare verso il basso, per evitare spam. Questi avvisi possono essere un ottimo indicatore in caso di problemi cardiovascolari latenti, ma anche per avere un’idea dell’andamento delle proprie pulsazioni in concomitanza a delle fasi difficili della giornata. Giroscopio e accelerometro ottimizzati possono ora rilevare delle cadute e chiamare direttamente i soccorsi.

Focus sul running
Per le attività sportive più classiche come running (aggiunto l’allenamento basato su uno specifico passo con avvisi di soglia e la rilevazione della cadenza), bici e nuoto la Serie 4 rappresenta la maturità. Il calcolo dei battiti sia sotto sforzo, sia in recupero è più reattivo e preciso, ma Watch è in generale più rapido nelle funzioni e la rilevazione Gps è accurata. Con il 3, avevamo avuto modo di vedere come sulle lunghe distanze il margine d’errore seppur minimo poteva essere fatale. Fanno meno presa sugli sport-addicted, ma rappresentano un ottimo incentivo per tutti gli altri utenti, i famosi cerchi con le attività da chiudere ogni giorno, diventati anche un elemento di condivisione e motivazione tra utenti, oltre agli avvisi di movimento a cui provvede lo stesso dispositivo.

La rilevazione automatica dell’attività con relativa memorizzazione dei dati da quando è cambiato il proprio passo, introdotta ora in Watch, esisteva già negli smartwatch più sport-oriented. Su questo versante crediamo che ogni brand s’evolva a modo suo ed in base al proprio target, Apple l’ha introdotta in questa versione per andare incontro a chi a volte si dimentica di far partire il cronometro. Di contro ora anche durante una corsa per prendere il treno o la metro può apparire l’avviso: “abbiamo visto che stai correndo, vuoi far partire l’attività?”. Tirando le somme, a patto di poterselo permettere, il Watch ora è uno strumento valido per la pratica sportiva e non farà rimpiangere il Gps da polso nato per queste specifiche esigenze, sopratutto in ambito running (attività molto diffusa e trasversale a cui Apple ha dedicato non pochi degli sforzi sul Watch 4), sempre di non avere pretese da amatore evoluto in cerca del personal best.

Le note dolenti
In base alle nostre prove, la batteria dura leggermente di più, ora copre tutta la giornata anche con la pratica sportiva nonostante le 18 ore dichiarate,  difficilmente invece raggiunge i due giorni dichiarati. Su questo fronte la casa di Cupertino deve ancora lavorare parecchio e le alternative sul mercato, soprattutto in ambito sport, sono già molto avanti.

L’altra nota dolente è il prezzo, una cifra non da poco anche per i più fedeli al brand e per i geek più appassionati. Il Watch Serie 4 Gps parte da 439 euro, la versione che comprende anche +Cellular (la novità vera e propria), sempre con case in alluminio e cinturino sport, è disponibile invece dai 539 euro. I prezzi salgono esponenzialmente per la cassa in acciaio e per i vari tipi di braccialetti fino alla versione Hermès con cinturino in pelle che ha un listino di 1579 euro.

Wired: display più grande e leggibile, cardio migliorato, eSIM finalmente disponibile in Italia
Tired: autonomia e prezzo

Voto: 8

 

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