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Apple chiederà agli utenti su Safari se vogliono essere tracciati da ...

Apple chiederà agli utenti su Safari se vogliono essere tracciati da …

A circa un anno dall’annuncio che l’ultima versione di Safari avrebbe limitato l’utilizzo dei cookie per il tracking degli utenti (soprattutto per il retargeting), Apple torna sul tema “tracciamento” con una nuova dichiarazione, fatta in occasione della conferenza per gli sviluppatori WWDC e rivolta nello specifico a Facebook.

Nella cornice del principale evento annuale di Apple, in cui sono state presentate numerose novità dell’azienda in ambito software e ufficializzati alcuni numeri di business, la società ha fatto sapere che chiederà agli utenti su Safari il loro consenso al tracciamento effettuato da Facebook al di fuori del social network. Per intenderci, quello condotto attraverso i tasti di like, interazione e condivisione ospitati su una moltitudine di siti “esterni” alla piattaforma di Zuckerberg.

La richiesta avverrà sotto forma di finestra pop-up, che apparirà sul browser chiedendo all’utente: “Vuoi autorizzare Facebook.com a utilizzare cookie e dati disponibili mentre navighi?”.

La novità entrerà in vigore con il nuovo sistema operativo Apple, previsto più avanti nel corso dell’anno (al momento non è stata ancora ufficializzata una data precisa), e secondo quanto riporta AdAge potrebbe coinvolgere anche il tracciamento effettuato da un’altra big di internet: Google. “Siti soggetti al tracciamento da parte di Google mostreranno simili messaggi pop-up”, scrive la testata americana.

Tale atteggiamento di Apple nei confronti dello sfruttamento dei dati personali non stupisce troppo, del resto. Cupertino è sempre stata piuttosto attenta al tema della privacy dei suoi utenti, limitando al minimo l’utilizzo di informazioni personali. Una scelta che ha comportato, tra l’altro, un approccio alla pubblicità molto meno data-driven rispetto a quello di altri colossi di internet, come appunto Facebook e Google.

Dichiarazioni come quella fatta al WWDC, tuttavia, rappresenta ancora una volta un attacco nei confronti di società, come Facebook, che sono ormai da tempo nel mirino di media e opinione pubblica per il modo in cui gestiscono la privacy dei loro utenti. Dopo lo scandalo Cambridge Analytica, e alcune denunce su come il social (insieme a Google) ha gestito la questione del consenso per rendersi conforme al GDPR, proprio in questi giorni Facebook si è ritrovata nuovamente al centro delle polemiche per un’inchiesta del New York Times. Il quotidiano ha svelato che il social avrebbe permesso a svariate società produttrici di telefoni (inclusa, tra l’altro, la stessa Apple) di accedere ad informazioni sui suoi utenti, senza averne chiesto il consenso. Un’accusa a cui Facebook avrebbe risposto dichiarando di non essere a conoscenza di abusi.

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