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Amore e sessualità spiegati ai bambini

Amore e sessualità spiegati ai bambini

 

Parlare di sessualità con i propri figli non è facile, provoca imbarazzo, non si sa bene cosa dire, da dove cominciare e spesso finisce che lasciamo perdere, pensando che tanto ancora sono piccoli, meglio aspettare l’adolescenza. In realtà, prima se ne parla meglio è. I bambini sono molto curiosi, vogliono capire da dove nascono i bambini, a cosa serve un pene e una vagina, perché hanno certe emozioni e, con il vocabolario adatto all’età, è giusto soddisfare queste curiosità con informazioni scelte da noi o da libri sui quali appoggiarsi piuttosto che lasciarli soli (o mal accompagnati!) di fronte ad una questione così importante.

Una buona comunicazione in fatto di sessualità, se iniziata precocemente, serenamente, dimostrando una certa apertura mentale, avrà i suoi effetti positivi all’adolescenza. I bambini meglio informati ritardano la prima esperienza sessuale, hanno meno partner e soprattutto si fidano più di quello che li dicono i loro genitori piuttosto che dei loro amici e di quello che vedono su internet!

Parlare di sessualità è anche il modo migliore di prevenire gli abusi sessuali. Ricordiamoci che questi sono, nel 90% dei casi, commessi da persone che il bambino conosce e dei quali si fida, raramente si tratta di uno sconosciuto contro il quale il bambino non può difendersi.  Parlare del proprio corpo, anche delle parti intime, costituisce la prima arma di autodifesa del bambino.  Dicendo frasi semplici come  “sei l’unico padrone/padrona del tuo corpo. Hai il diritto di dire NO o STOP se non ti piace come viene trattato il tuo corpo”, sono un modo per fare prendere coscienza al bambino dei limiti che hanno gli altri verso il suo corpo.

Per questa puntata di MammaMia ci siamo molto ispirate a due libri che abbiamo letto ai nostri figli.

“Mi piaci, tutte le risposte alle domande sull’amore e la sessualità”, di Delphine Godard, Nathalie Weil e Stéphane Nicolet, Editoriale Scienza

E’ un libro illustrato, dai 9 anni, ci è stato consigliato dalla responsabile della Sala Borsa ragazzi, Nicoletta Gramantieri che ringraziamo molto!

“Programma di educazione sessuale” di Roberta Giommi e Marcello Perrotta, Mondadori

Contiene poche illustrazioni, rende la lettura un po’ più difficile, è adatto a dei bambini dai 10 anni

Consigliamo anche la lettura di questo articolo:

14 semplici regole per parlare di sesso con i figli

Giuliana Proietti Psicoterapeuta Sessuologa

I genitori in genere provano imbarazzo quando devono parlare con i figli di argomenti che riguardano il sesso, la riproduzione, l’amore e l’attrazione sessuale. In realtà mai come oggi l’educazione sessuale è imprescindibile, soprattutto in risposta al grande fenomeno sociale che differenzia questa generazione da tutte le precedenti (che al massimo dovevano contentarsi di una occasionale sbirciatina delle riviste porno, comprate di nascosto in edicola, mentre oggi la pornografia dilaga, sui pc e sugli smartphone, mostrando peraltro una sessualità che non rappresenta, nella maggior parte dei casi, la sessualità “normale”, sperimentata all’interno di una coppia).

Per evitare tali imbarazzi sarebbe bene iniziare a parlare di sesso ai figli prestissimo, a partire dai due anni di età, e continuare a farlo, a livello informativo, almeno fino a che non terminano l’adolescenza. Non appena i figli raggiungono i 7-8 anni inoltre sarebbe bene cominciare a sostituire i termini familiari con i termini scientifici (per esempio utilizzare la parola “pene” piuttosto che “pisellino”).

Quando è opportuno parlare di sesso con i figli? Ogni volta che l’argomento esce fuori, senza imbarazzi, ma neanche forzature: si deve imparare a parlare di sessualità con la stessa naturalezza che si dedica agli altri discorsi.

In ogni caso occorre tenere sempre presente che i genitori e le scuole che decidono di astenersi dal fornire ai bambini e agli adolescenti notizie sul sesso, sull’affettività e sulla salute sessuale, la pornografia rimarrà la loro unica fonte primaria di informazione.

La parola-chiave che più di ogni altra dovrebbe essere messa in evidenza, nel contesto dell’educazione sessuale è questa: “rispetto”, sia per chi informa, sia per chi riceve le informazioni. Se si riesce ad attenersi a questa sorta di linea-guida, qualsiasi altro concetto sull’educazione sessuale diventa marginale e accessorio.

Ecco qualche ulteriore suggerimento sul comportamento più adeguato per parlare di sesso con i figli:

1. Parlarne sin da quando i bambini sono piccoli, usando un linguaggio adeguato all’età.

2. Non introdurre argomenti nuovi, prima ancora che nei ragazzi nasca la curiosità, ma rispondere a partire dalle loro domande, esplicite o implicite (osservare il linguaggio del corpo, i disegni, i giochi, etc.).

3. Cominciare a parlare del corpo quando i bambini sono ancora piccoli e, superata la prima infanzia, iniziare a usare i nomi corretti delle varie parti del corpo: pene, testicoli, scroto, vulva, vagina, seno, etc.

4. Tenere presente che parlare di sesso non significa parlare solo del rapporto sessuale e, in particolare, del rapporto sessuale penetrativo: la sessualità è un argomento molto vasto che riguarda il rapporto con il corpo, le fasi di crescita, cosa significa o non significa essere maschi o femmine, cosa è l’amore, l’attrazione fisica, la relazione con un’altra persona, quali sono i pericoli per la propria salute o incolumità, e così via.

5. Prendere spunto da argomenti discussi in tv, dai giornali, dalle esperienze degli amici, dai personaggi famosi, dai fatti di cronaca, dalla musica, da Internet, dal comportamento dei propri animali domestici e fare discorsi soprattutto “ipotetici” (se tu ti trovassi nella situazione in cui si è trovato il personaggio di questo film, come ti saresti comportato? Perché è bene comportarsi in quel modo, oppure perché è male).

6. Rispondere alle domande in modo franco e semplice, ma non semplicistico: un minimo di preparazione è sempre richiesto, per cui è sempre meglio documentarsi prima di parlare (non è assolutamente vero che gli adulti abbiano sempre risposte corrette sugli argomenti che riguardano la sessualità).

7. Cercare di essere adulti “open minded”, aperti alla realtà in cui si vive e non prigionieri dei propri tempi e delle proprie abitudini o convinzioni: è importante essere, o almeno apparire, come persone con le quali si possa parlare, confidarsi ed essere ascoltati con attenzione e interesse.

8. Poiché i genitori non sono necessariamente degli eroi, se ci si sente un po’ in difficoltà nel parlare di qualcosa, si può evitare con maggiore facilità il contatto oculare parlando quando si è in macchina, oppure mentre si stanno facendo altre attività (es. lavare i piatti, montare un mobile, etc.).

9. Non dare per scontato che il proprio figlio sia eterosessuale: ricordarsi che alcune persone potrebbero essere attratte da soggetti dello stesso sesso e che, anche se non lo si è mai considerato, potrebbero arrivare domande sull’orientamento sessuale (accogliere anche queste con assoluta normalità).

10. Se non si sa come rispondere a una domanda, dire semplicemente che non si sa rispondere (per esempio: “In questo momento non so cosa risponderti, cercherò di informami e poi te lo dirò”; oppure “proviamo a informarci insieme”);

11. Rispettare la privacy del bambino o dell’adolescente: anche se può essere molto divertente raccontare ad amici e familiari le confidenze ricevute, è assolutamente necessario astenersi da questa pratica, che denota mancanza di rispetto.

12. Cercare di sapere cosa impara il proprio figlio a scuola sulla salute sessuale, in modo da essere preparati a eventuali domande suscitate dalle lezioni.

13. Parlare dei mezzi per difendersi da malattie o gravidanze indesiderate anche se il minore non ha ancora iniziato una vita sessuale attiva: farlo quando l’ha iniziata potrebbe essere troppo tardi!

14. Nel caso non ci si senta in grado di parlare di questi argomenti, lasciare in giro per la casa giornali e libri (adatti all’età del proprio figlio) in cui si parla di sessualità, in modo che il ragazzo li possa leggere.

E infine: se ci si sente così in imbarazzo nell’affrontare questi argomenti, perché non provare a fare qualche seduta dallo psicologo, per superare questa difficoltà?

https://www.huffingtonpost.it/giuliana-proietti/14-semplici-regole-per-parlare-di-sesso-con-i-figli_a_23189221/

 

con Jeldris Infante e Agathe Gillet

 

Canzoni:

“You really got me“, The Kinks

“Swan“, Elisa

 

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